A couple of years ago I started to write this short essay on the inner motivations and the addiction to production. At that time the environmental problem was already full-blown, but the crisis of energy sources which will be with us for a long time wasn’t felt yet.
I asked myself what the psychological roots would be and what conditioning was at the base of the addiction to production in the West, exported thereafter around the whole planet.
The origins of the compulsion for production and the resulting devastation of the planet date back to the interpretation of the messages spread by religions, particularly the Judaeo-Christian religions.
Christianity propagates messages regarding original sin and the impossibility of reaching the divine in human form. Those and other messages produce psychic double binds, like short circuits.

The only way out for human beings was to redeem themselves, re-creating heaven on Earth through “virtuous” acts, ruling over nature for this purpose, as authorized by the Bible itself.
Religious statements made a sense originally as tools for the spiritual path, but those messages have been misunderstood by the ego in other ways.
Since this article is quite long, is available as a free e-book which can be downloaded clicking on the cover.
Avevo iniziato a scrivere questo breve saggio sulle motivazioni interiori che stanno alla base della dipendenza a produrre due anni fa. Il problema ambientale era già conclamato ma ancora non si avvertiva la crisi delle fonti energetiche che ci accompagnerà per lungo tempo.
Mi sono interrogato sulle radici psichiche e sui condizionamenti alla base della dipendenza a produrre in occidente, poi esportata in tutto il pianeta.
Le origini della dipendenza a produrre e della conseguente devastazione del pianeta risalgono all’interpretazione dei messaggi diffusi dalle religioni, in particolare della tradizione giudaico-cristiana.
Il cristianesimo ha propagato i messaggi concernenti il peccato originale e all’impossibilità di raggiungere il divino in forma umana. Questi e altri messaggi hanno prodotto dei doppi vincoli psichici, dei corti circuiti.
L’unica via d’uscita per l’essere umano era rimasta quella di riscattarsi ricreando il paradiso in terra, tramite azioni “virtuose” e dominando la natura a questo scopo, autorizzati dalla Bibbia stessa a utilizzare la natura per i fini umani.
I messaggi della religione avevano un senso originario come strumenti per la ricerca spirituale, ma tali messaggi sono stati interpretati sul piano dell’ego nei modi che questo poteva.
Poiché l’articolo è piuttosto lungo, l’ho impaginato in forma di e-book gratuito che si può scaricare facendo clic sulla copertina.
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Leggo spesso i tuoi articoli e altrettanto spesso li ho trovati illuminati ed illuminanti. Ho spesso pensato che sei “avanti” perchè riesci a ragionare e ad analizzare una materia che per i più è ancora troppo fresca, troppo contemporanea per poter essere compresa e vista nelle sue relazioni con il tutto (mi riferisco in generale a tutto ciò che è tecnologia nella sua accezzione più ampia e al modo in cui ci sta cambiando e condizionando la vita).
Al contrario questo articolo “non mi piace”. Non lo condivido e trovo di un livello decisamente inferiore ai soliti, come se la tua mente (geniale! ,-)), per un attimo si fosse offuscata.
Credo siano i presupposti che sono sbagliati, ossia parli della religione, in particolare quella cristiana, credo senza averne fatta esperienza diretta e in questo senso cadi in alcuni luoghi comuni e schematizzi ciò che non può essere schematizzato.
A parte questo, che è un mio parere personale, complimenti per tutto il resto.
Ciao Manu, per la ricerca del vero mi piacerebbe tu mi evidenziassi ciò che a tuo avviso sono i luoghi comuni e gli schemi. Come affermi, personalmente non ho fatto esperienza diretta di un percorso cristiano, addirittura mi lasciarono a casa volentieri da catechismo perchè avevo la lingua un po’ troppo lunga e mettevo in discussione ciò che ci insegnavano. Ma essendo nato e vissuto in Italia non posso sottrarmi dai condizionamenti collettivi e dal notare come questi abbiano un ruolo a diversi livelli della società, anche a livello dell’approccio verso la produzione e l’economia. Mi rendo conto che il mondo Cristiano è molto più ampio e variegato di come l’ho posto nel mio articolo, e ne so poco, ma mi premeva qui analizzare i grandi messaggi millenari che hanno dato forma alla nostra società e alla nostra psiche collettiva.
In particolare il passaggio che ho trovato “stridente” è questo:
Alcuni dei doppi vincoli in cui si trova il nostro essere umano:
a) Dover imitare le azioni virtuose di Gesù ma non poter mai
diventare come lui.
b) Doversi redimere tramite le buone azioni ma non avere mai la
certezza della salvezza
c) Essere speciale e separato dal mondo e dover sfruttare la natura
per i propri scopi, ma poiché nei fatti l‟essere umano, ecologicamente
e spiritualmente, non è separato dal mondo, il tentativo di
considerarsi come separato dalla natura sarà necessariamente
frustrato e lo porta a scavarsi la fossa con le proprie mani.
d) Dover lavorare per la salvezza eterna e per un futuro radioso
che però non arriva mai.
Confuso e ansioso, il povero uomo fa quello che può. Per liberarsi
dai doppi vincoli cerca il paradiso su questa terra e la salvezza
tramite le proprie azioni. Ha la coscienza a posto perché vuole fare
il bene imitando il comportamento di Gesù attuando “azioni
virtuose”, in separazione dal mondo, per “lo sviluppo” e un
“futuro migliore”. Nonostante le sue azioni virtuose, queste non lo
porteranno mai a poter essere come Gesù e non gli daranno la
certezza della salvezza dunque la tecnologia lo conduce alla ricerca
di pseudo-salvezze all‟interno di questa vita terrena.
E’ vero quello che dici se riferito ai cattolici di facciata, quelli che lo sono per abitudine, per convenzione sociale.
Ma l’esperienza del cristianesimo, in particolare del cattolicesimo, è un’esperienza intima che prescinde da qualsiasi “calcolo” sia esso consapevole che inconsapevole.
E’ un moto interiore che fa sì che tu non possa fare diversamente da quello che stai facendo, anche se sai che staresti umanamente meglio facendo altre cose, altre scelte.
E in questo senso la schematizzazione di cui sopra mi appare come un luogo comune, una visione dall’esterno di chi non avendone fatta esperienza, non può forse neanche intuire il tipo di esperienza interiore che fa compiere certe scelte.
Il premio finale, la vita eterna, la redenzione, sono sicuramente concetti presenti e radicati in un cattolico, ma sono già un passo oltre, prima c’è un convincimento profondo personale intimo e soprattutto non-razionale che deriva dell’esperienza diretta di Dio.
Non so se sono riuscita minimamente a spiegarmi…
(UAZ! ^_^ davvero ti sei fatto cacciare dal catechismo??! :-D) Scusa l’OT.
manu:E’ vero quello che dici se riferito ai cattolici di facciata, quelli che lo sono per abitudine, per convenzione sociale.
Scusate se m’intrometto..ma sono come il prezzemolo..Ivo lo sa..
Non leggo nelle sue parole un ‘attacco al cristianesimo,bensì alle convenzioni culturali e sociali che questo ha creato..
Che quindi esista un’esperienza profondo ed autentica anche nel Cristianesimo nessuno lo nega..
Ciao a tutti
Manu, capisco la tua posizione di persona impegnata in un percorso spirituale. I condizionamenti a livello collettivo tuttavia seguono altre strade, molto meno consapevoli. In particolare, trovo che il messaggio che non vi possa essere liberazione in questa vita e che Gesù è il solo figlio di Dio porta non tanto ad una benefica umiltà di fronte all’immenso, quanto ad una umiliazione dell’essere umano e delle sue potenzialità divine, che i percorsi orientali riconoscono invece nell’illuminazione spirituale. Quindi se la gioia non si può trovare nel qui e ora perlomeno ci si prova come si può, creandosi uno pseudoparadiso con gli oggetti prodotti ed adattando il pianeta ai nostri desideri. La mia è un’ipotesi comunque, poichè la mente collettiva non può essere letta con alcuno strumento.
Sì è vero mi avevano cacciato da catechismo, in modo discreto come avviene in quegli ambienti, ma devo dire che ce l’avevo messa tutta per non andare più
Ok. Comunque mi ripropongo di rileggere l’e-book con uno spirito più asettico e meno impulsivo.
Ciao, alla prossima! :-]