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	<title>Comments on: Words and silences</title>
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	<description>Technology, psychology, sexuality, society, spirituality</description>
	<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 04:40:51 +0000</pubDate>
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		<title>By: Tess</title>
		<link>http://www.indranet.org/words-and-silences/#comment-377</link>
		<dc:creator>Tess</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Mar 2008 22:41:44 +0000</pubDate>
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		<description>“Il suono è fatto di vibrazioni che mettono in movimento ondulatorio le molecole dell’aria. Una persona che non ha problemi d’udito percepisce i suoni entro un registro che va da venti a ventimila hertz. Le perturbazioni di tipo ondulatorio che constano di meno di venti oscillazioni al secondo sono dette, com’è noto, infrasuoni; quelle che constano di più di ventimila oscillazioni si chiamano ultrasuoni. I pipistrelli vivono esclusivamente nel mondo degli ultrasuoni, in senso clinico non sentono, ma piuttosto ecoscandagliano. Nel mondo degli infrasuoni si muovono alligatori, balene, il nandù e il casuario. Anche in questo caso l’udito diventa un concetto privo di significato, giacché nemmeno questi animali “sentono” nell’ambito delle nostre definizioni. L’alligatore per esempio manca addirittura di orecchie. Esso ascolta con il corpo, vale a dire registra le vibrazioni provenienti dal mondo esterno tramite nervi sensori posti sotto la pelle del ventre.
…
Una persona che sia nata sorda non parla mai di quiete o di mancanza di rumori, nello stesso modo in cui non si lamenta di essere sorda. Nemmeno chi è nato cieco si lamenta della mancanza di informazione visiva, dal momento che non è in grado di farsi un’idea di che cosa significhi vedere. Allo stesso modo in cui voi, signorina Fågel, non potete sentire la mancanza di qualcosa che non avete mai sperimentato, di una persona di cui ignorate l’esistenza, o di un luogo che non avete mai visitato. Tutti questi concetti – sordità, cecità – sono nel migliore dei casi delle metafore.
Le parole muoiono mentre partoriscono i pensieri, scrive Lev Vygotski, il celebre psicologo, e lascia con ciò intendere che pensiero e linguaggio si trascendono a vicenda. Questo è in linea con l’affermazione di Schopenhauer secondo cui i pensieri muoiono nell’attimo stesso in cui vengono vestiti di parole. Le parole sono soltanto rimandi alle nostre esperienze, e l’idea della conversazione è di evocare associazioni analoghe tra le persone. Ma forse esistono altri modi di ottenere lo stesso risultato. Un’immagine dice più di mille parole, si afferma talvolta. Oppure la musica, che in effetti è un modo di trasmettere uno stato emotivo dal compositore all’ascoltatore.
…
E’ un fenomeno ben noto che un bambino può imparare i segni già all’età di tre mesi, molto prima che tenti di esprimere i suoi sentimenti gorgogliando con le parole. Il primo segno che imparai io fu latte. Secondo i miei genitori, avevo allora quattro mesi, ossia un’età in cui un bambino normale in una famiglia normale riesce ancora a formulare la sua fame di latte materno unicamente strillando. I miei primi sogni erano fatti di segni, mani che disegnavano messaggi, parole senza suoni, parole come informazioni visuali, movimenti muti di labbra, simboli mobili. Mi succede tuttora, quando sogno, di sognare in segni.”
…
Ogni individuo ha un suo modo unico di comprendere il mondo. Una perduta facoltà sensoriale viene compensata da un’altra. I sordi sentono con la vista e parlano con i segni. Attraverso il metodo Tadoma, Helen Keller elaborò un modo di comprendere il mondo per coloro che erano al tempo stesso sordi e ciechi: tramite il tatto. Appoggiando le dita contro le labbra e la gola di un’altra persona, il sordo e cieco può “sentir parlare” questa persona; scrivendo lettere o segni sulla mano, può farsi capire”

“Storia di un amore straordinario”, Carl-Johan Vallgren, TEA

______________________________
Ed è così, a meno che non sia così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Il suono è fatto di vibrazioni che mettono in movimento ondulatorio le molecole dell’aria. Una persona che non ha problemi d’udito percepisce i suoni entro un registro che va da venti a ventimila hertz. Le perturbazioni di tipo ondulatorio che constano di meno di venti oscillazioni al secondo sono dette, com’è noto, infrasuoni; quelle che constano di più di ventimila oscillazioni si chiamano ultrasuoni. I pipistrelli vivono esclusivamente nel mondo degli ultrasuoni, in senso clinico non sentono, ma piuttosto ecoscandagliano. Nel mondo degli infrasuoni si muovono alligatori, balene, il nandù e il casuario. Anche in questo caso l’udito diventa un concetto privo di significato, giacché nemmeno questi animali “sentono” nell’ambito delle nostre definizioni. L’alligatore per esempio manca addirittura di orecchie. Esso ascolta con il corpo, vale a dire registra le vibrazioni provenienti dal mondo esterno tramite nervi sensori posti sotto la pelle del ventre.<br />
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Una persona che sia nata sorda non parla mai di quiete o di mancanza di rumori, nello stesso modo in cui non si lamenta di essere sorda. Nemmeno chi è nato cieco si lamenta della mancanza di informazione visiva, dal momento che non è in grado di farsi un’idea di che cosa significhi vedere. Allo stesso modo in cui voi, signorina Fågel, non potete sentire la mancanza di qualcosa che non avete mai sperimentato, di una persona di cui ignorate l’esistenza, o di un luogo che non avete mai visitato. Tutti questi concetti – sordità, cecità – sono nel migliore dei casi delle metafore.<br />
Le parole muoiono mentre partoriscono i pensieri, scrive Lev Vygotski, il celebre psicologo, e lascia con ciò intendere che pensiero e linguaggio si trascendono a vicenda. Questo è in linea con l’affermazione di Schopenhauer secondo cui i pensieri muoiono nell’attimo stesso in cui vengono vestiti di parole. Le parole sono soltanto rimandi alle nostre esperienze, e l’idea della conversazione è di evocare associazioni analoghe tra le persone. Ma forse esistono altri modi di ottenere lo stesso risultato. Un’immagine dice più di mille parole, si afferma talvolta. Oppure la musica, che in effetti è un modo di trasmettere uno stato emotivo dal compositore all’ascoltatore.<br />
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E’ un fenomeno ben noto che un bambino può imparare i segni già all’età di tre mesi, molto prima che tenti di esprimere i suoi sentimenti gorgogliando con le parole. Il primo segno che imparai io fu latte. Secondo i miei genitori, avevo allora quattro mesi, ossia un’età in cui un bambino normale in una famiglia normale riesce ancora a formulare la sua fame di latte materno unicamente strillando. I miei primi sogni erano fatti di segni, mani che disegnavano messaggi, parole senza suoni, parole come informazioni visuali, movimenti muti di labbra, simboli mobili. Mi succede tuttora, quando sogno, di sognare in segni.”<br />
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Ogni individuo ha un suo modo unico di comprendere il mondo. Una perduta facoltà sensoriale viene compensata da un’altra. I sordi sentono con la vista e parlano con i segni. Attraverso il metodo Tadoma, Helen Keller elaborò un modo di comprendere il mondo per coloro che erano al tempo stesso sordi e ciechi: tramite il tatto. Appoggiando le dita contro le labbra e la gola di un’altra persona, il sordo e cieco può “sentir parlare” questa persona; scrivendo lettere o segni sulla mano, può farsi capire”</p>
<p>“Storia di un amore straordinario”, Carl-Johan Vallgren, TEA</p>
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Ed è così, a meno che non sia così.</p>
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	<item>
		<title>By: (Y)am</title>
		<link>http://www.indranet.org/words-and-silences/#comment-364</link>
		<dc:creator>(Y)am</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2008 09:44:25 +0000</pubDate>
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		<description>Gia' e perche'?
Perche' il "visivo"?
Come sogna un cieco dalla nascita?
Come pensano i cinesi?</description>
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Perche&#8217; il &#8220;visivo&#8221;?<br />
Come sogna un cieco dalla nascita?<br />
Come pensano i cinesi?</p>
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