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	<title>Comments on: The Tao of Google ranking</title>
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	<description>Technology, psychology, sexuality, society, spirituality</description>
	<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 08:11:14 +0000</pubDate>
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		<title>By: links for 2008-02-10&#160;&#124;&#160;Emily Davidow</title>
		<link>http://www.indranet.org/the-tao-of-google-ranking/#comment-972</link>
		<dc:creator>links for 2008-02-10&#160;&#124;&#160;Emily Davidow</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 13:36:52 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Indranet » The Tao of Google ranking If we look for practical information through Google then we don’t need to involve much of our inner world. However, as it often happens, search engines are being used as well for cultural, philosophical, and even existential or spiritual searches. (tags: media mind spirituality technosoul google searching) [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Indranet » The Tao of Google ranking If we look for practical information through Google then we don’t need to involve much of our inner world. However, as it often happens, search engines are being used as well for cultural, philosophical, and even existential or spiritual searches. (tags: media mind spirituality technosoul google searching) [...]</p>
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		<title>By: Tess</title>
		<link>http://www.indranet.org/the-tao-of-google-ranking/#comment-310</link>
		<dc:creator>Tess</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 22:50:19 +0000</pubDate>
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		<description>Certe notti per domire mi metto a leggere

E così leggevo qualcosa di Eirick Pouhaёr sul trimestrale Médium (è un off-line ma si rimanda al sito www.mediologie.org per i contatti). 

Era un qualcosa a proposito della fabbricazione dell’immediato apparente, il nostro mondo virtuale della comunicazione in tempo reale. Costruito su un accumulo di infrastrutture e investimenti pesanti. 

Il carattere immediato dell’apparizione di un messaggio in web, se non illusorio, è per lo meno paradossale.  Le idee non viaggiano e non si immagazzinano da sole. La pubblicazione in web è il prodotto di studi e costruzioni lunghe e lontane nel tempo e nello spazio. Migliaia di chilometri di fibre ottiche sottomarine, satelliti, server di rete.
La promozione di mezzi di pubblicazione “gratuiti” sul web cerca di far dimenticare l’intermediazione di fatto dei mezzi tecnici.
Per avere notizie sul paesino vicino al nostro, possiamo andarci a piedi, in bicicletta, ascoltare la radio locale, chiedere informazioni per corrispondenza o leggere il suo blog. Da una situazione all’altra, il détour  tecnico è sempre più lungo e complesso.

A livello organizzativo, questo mondo virtuale richiede istituzioni come il Summit Mondiale sulle Società dell’Informazione, organizzato da una agenzia dall’ONU.

L’interconnessione, la dematerializzazione, l’occultamento della tecnica, partecipano alla creazione del mito di un ipersoggetto, capace di rivolgersi al mondo intero e di influenzarlo senza dover superare l’ostacolo del mezzo.

Ma se i primi utilizzatori del web erano degli specialisti ben equipaggiati, oggi le applicazioni in linea consentono una ignoranza pressoché totale della complessità del mezzo manipolato. 

L’utilizzatore medio è ora solo un consumatore di prodotti tecnologici, di soluzioni preformate. 

E se si pensa che le infrastrutture logistiche sono, malgrado la bolla informatica del 2001 che vi pose un freno, sovradimensionate nella misura di un utilizzo del 10% per 23 ore su 24 (viaggiano a piena capacità per un’ora al giorno per intenderci, per il resto sono inutilizzate) si potrebbe dire che l’utilizzatore medio di oggi rappresenta il target perfetto di un una produzione di massa.

E tutto questo non è molto Zen…


______________________________
Ed è così, a meno che non sia così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certe notti per domire mi metto a leggere</p>
<p>E così leggevo qualcosa di Eirick Pouhaёr sul trimestrale Médium (è un off-line ma si rimanda al sito <a href="http://www.mediologie.org" rel="nofollow">http://www.mediologie.org</a> per i contatti). </p>
<p>Era un qualcosa a proposito della fabbricazione dell’immediato apparente, il nostro mondo virtuale della comunicazione in tempo reale. Costruito su un accumulo di infrastrutture e investimenti pesanti. </p>
<p>Il carattere immediato dell’apparizione di un messaggio in web, se non illusorio, è per lo meno paradossale.  Le idee non viaggiano e non si immagazzinano da sole. La pubblicazione in web è il prodotto di studi e costruzioni lunghe e lontane nel tempo e nello spazio. Migliaia di chilometri di fibre ottiche sottomarine, satelliti, server di rete.<br />
La promozione di mezzi di pubblicazione “gratuiti” sul web cerca di far dimenticare l’intermediazione di fatto dei mezzi tecnici.<br />
Per avere notizie sul paesino vicino al nostro, possiamo andarci a piedi, in bicicletta, ascoltare la radio locale, chiedere informazioni per corrispondenza o leggere il suo blog. Da una situazione all’altra, il détour  tecnico è sempre più lungo e complesso.</p>
<p>A livello organizzativo, questo mondo virtuale richiede istituzioni come il Summit Mondiale sulle Società dell’Informazione, organizzato da una agenzia dall’ONU.</p>
<p>L’interconnessione, la dematerializzazione, l’occultamento della tecnica, partecipano alla creazione del mito di un ipersoggetto, capace di rivolgersi al mondo intero e di influenzarlo senza dover superare l’ostacolo del mezzo.</p>
<p>Ma se i primi utilizzatori del web erano degli specialisti ben equipaggiati, oggi le applicazioni in linea consentono una ignoranza pressoché totale della complessità del mezzo manipolato. </p>
<p>L’utilizzatore medio è ora solo un consumatore di prodotti tecnologici, di soluzioni preformate. </p>
<p>E se si pensa che le infrastrutture logistiche sono, malgrado la bolla informatica del 2001 che vi pose un freno, sovradimensionate nella misura di un utilizzo del 10% per 23 ore su 24 (viaggiano a piena capacità per un’ora al giorno per intenderci, per il resto sono inutilizzate) si potrebbe dire che l’utilizzatore medio di oggi rappresenta il target perfetto di un una produzione di massa.</p>
<p>E tutto questo non è molto Zen…</p>
<p>______________________________<br />
Ed è così, a meno che non sia così.</p>
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		<title>By: Emily&#8217;s Playground &#187; links for 2008-02-10</title>
		<link>http://www.indranet.org/the-tao-of-google-ranking/#comment-300</link>
		<dc:creator>Emily&#8217;s Playground &#187; links for 2008-02-10</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Feb 2008 23:33:05 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Indranet » The Tao of Google ranking If we look for practical information through Google then we don’t need to involve much of our inner world. However, as it often happens, search engines are being used as well for cultural, philosophical, and even existential or spiritual searches. (tags: media mind spirituality technosoul google searching) [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Indranet » The Tao of Google ranking If we look for practical information through Google then we don’t need to involve much of our inner world. However, as it often happens, search engines are being used as well for cultural, philosophical, and even existential or spiritual searches. (tags: media mind spirituality technosoul google searching) [...]</p>
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