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	<title>Comments on: The depth and limits of words</title>
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	<link>http://www.indranet.org/the-depth-and-limits-of-words/</link>
	<description>Technology, psychology, sexuality, society, spirituality</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Feb 2012 09:14:53 +0000</lastBuildDate>
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		<title>By: isabella</title>
		<link>http://www.indranet.org/the-depth-and-limits-of-words/comment-page-1/#comment-1636</link>
		<dc:creator>isabella</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jan 2011 10:18:39 +0000</pubDate>
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		<description>Spesso nelle parole il pensiero si impantana... come suggeriva Bataille... sarò retorica ma a certi livelli uno sguardo e un gesto valgono più di mille parole.
Comunuque la parola rimane indubbiamente il mezzo principe della comunicazione interpersonale umana, il problema è la PNL... cioè intendersi al di là degli shemi personali introiettati, su di un terreno comune, se no addio... questa è la sfida di sempre specialmente se si è di culture profondamente diverse; il mondo globalizzato forse serve solo a questo, in senso spiirituale, a farci imparare a comunicare nonostante le enormi differenze culturali.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso nelle parole il pensiero si impantana&#8230; come suggeriva Bataille&#8230; sarò retorica ma a certi livelli uno sguardo e un gesto valgono più di mille parole.<br />
Comunuque la parola rimane indubbiamente il mezzo principe della comunicazione interpersonale umana, il problema è la PNL&#8230; cioè intendersi al di là degli shemi personali introiettati, su di un terreno comune, se no addio&#8230; questa è la sfida di sempre specialmente se si è di culture profondamente diverse; il mondo globalizzato forse serve solo a questo, in senso spiirituale, a farci imparare a comunicare nonostante le enormi differenze culturali.</p>
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		<title>By: &#8220;The Conduit Metaphor&#8221; &#171; Run, Motherfucker, run</title>
		<link>http://www.indranet.org/the-depth-and-limits-of-words/comment-page-1/#comment-1511</link>
		<dc:creator>&#8220;The Conduit Metaphor&#8221; &#171; Run, Motherfucker, run</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 18:24:20 +0000</pubDate>
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		<description>[...] conduit metaphor, indranet, ivo quartiroli, palavras    Mais um excelente post de Ivo Quartiroli, desta vez sobre palavras: Much of the communication industry – the Net [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] conduit metaphor, indranet, ivo quartiroli, palavras    Mais um excelente post de Ivo Quartiroli, desta vez sobre palavras: Much of the communication industry – the Net [...]</p>
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		<title>By: Francesco Recupero</title>
		<link>http://www.indranet.org/the-depth-and-limits-of-words/comment-page-1/#comment-1452</link>
		<dc:creator>Francesco Recupero</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 22:30:20 +0000</pubDate>
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		<description>A pelle questo è uno di quei casi in cui la comunicazione con le parole è insufficiente, al di là che possa essere chiaro per te  il messaggio che intendi esprimere, avendo &quot;creato&quot; questo &quot;insieme di parole&quot; in pieno contatto con i tuoi sensi e con quelle che sono le tue convinzioni e le tue conoscenze. 
Come ben dici la difficoltà legata al mezzo pone grossi limiti. 
D&#039;altra parte  difficilmente quello che scrivi avrebbe raggiunto i sensi di chi ha il piacere di leggerti, almeno di così tante persone. 
Per quella che è la nostra concezione di vita le  parole scritte hanno comunque dato un grosso impulso alla civilizzazione e allo sviluppo tecnologico, e rimangono il mezzo migliore per trasmettere conoscenza a distanza, ancor più velocemente via internet.
Riguardo alla corrispondenza fra velocità di comunicazione e quindi facilità di accesso ad una quantità di informazioni &quot;infinita&quot;, al momento, accanto al senso di smarrimento e frammentazione per i tanti input che si ricevono, si è osservato uno sviluppo della scienza e della tecnologia sempre più accelerato. Quanto questo corrisponda ad un reale cambiamento di qualità della vita, almeno per noi occidentali, è tutto da verificare.
In questa fase della storia credo che per molti individui la quantità di parole scritte a cui possiamo accedere possa essere elemento anche di disagio. Non vorrei essere uno studente ai tempi di oggi avendo &quot;pieno contatto&quot; su cosa significa studiare oggi e cosa significava studiare 20 anni fa, anche se vivo questo da punti di vista diversi (studente prima- docente adesso).
Complessivamente, soprattutto per i paesi in via di sviluppo, credo che il facile accesso a tanta informazione abbia facilitato enormemente la crescita e mentre scrivo ho in mente la CINA.

Doversi limitare alla parola scritta per comunicare,come in questo ambito, lascia dentro parecchia roba che vaga in cerca di via d&#039;uscita, che può emergere più facilmente in altri contesti comunicativi, più di scambio diretto, tramite le parole e la comunicazione non verbale!! Tutto ciò è comunque meglio di niente come dicevo prima.

La parola mi ha trascinato nel mio solito minestrone in cui poco si comprende cosa c&#039;è dentro!!
Troppi input e la voglia di sintesi non permettono di preparare piatti da chef...che non è detto che al palato tali piatti appaino necessariamente migliori del minestrone veloce. 

Grazie per aver stimolato come al solito la mia riflessione che ogni tanto ho il piacere di condividere.
Francesco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A pelle questo è uno di quei casi in cui la comunicazione con le parole è insufficiente, al di là che possa essere chiaro per te  il messaggio che intendi esprimere, avendo &#8220;creato&#8221; questo &#8220;insieme di parole&#8221; in pieno contatto con i tuoi sensi e con quelle che sono le tue convinzioni e le tue conoscenze.<br />
Come ben dici la difficoltà legata al mezzo pone grossi limiti.<br />
D&#8217;altra parte  difficilmente quello che scrivi avrebbe raggiunto i sensi di chi ha il piacere di leggerti, almeno di così tante persone.<br />
Per quella che è la nostra concezione di vita le  parole scritte hanno comunque dato un grosso impulso alla civilizzazione e allo sviluppo tecnologico, e rimangono il mezzo migliore per trasmettere conoscenza a distanza, ancor più velocemente via internet.<br />
Riguardo alla corrispondenza fra velocità di comunicazione e quindi facilità di accesso ad una quantità di informazioni &#8220;infinita&#8221;, al momento, accanto al senso di smarrimento e frammentazione per i tanti input che si ricevono, si è osservato uno sviluppo della scienza e della tecnologia sempre più accelerato. Quanto questo corrisponda ad un reale cambiamento di qualità della vita, almeno per noi occidentali, è tutto da verificare.<br />
In questa fase della storia credo che per molti individui la quantità di parole scritte a cui possiamo accedere possa essere elemento anche di disagio. Non vorrei essere uno studente ai tempi di oggi avendo &#8220;pieno contatto&#8221; su cosa significa studiare oggi e cosa significava studiare 20 anni fa, anche se vivo questo da punti di vista diversi (studente prima- docente adesso).<br />
Complessivamente, soprattutto per i paesi in via di sviluppo, credo che il facile accesso a tanta informazione abbia facilitato enormemente la crescita e mentre scrivo ho in mente la CINA.</p>
<p>Doversi limitare alla parola scritta per comunicare,come in questo ambito, lascia dentro parecchia roba che vaga in cerca di via d&#8217;uscita, che può emergere più facilmente in altri contesti comunicativi, più di scambio diretto, tramite le parole e la comunicazione non verbale!! Tutto ciò è comunque meglio di niente come dicevo prima.</p>
<p>La parola mi ha trascinato nel mio solito minestrone in cui poco si comprende cosa c&#8217;è dentro!!<br />
Troppi input e la voglia di sintesi non permettono di preparare piatti da chef&#8230;che non è detto che al palato tali piatti appaino necessariamente migliori del minestrone veloce. </p>
<p>Grazie per aver stimolato come al solito la mia riflessione che ogni tanto ho il piacere di condividere.<br />
Francesco</p>
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