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The mind as a kind of media

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Marshall McLuhan told us that every medium and every technology has a role in the extension and numbness of our organs. The mind’s extensions created by computer technology on the one hand expand our mental possibilities in terms of research, information, and knowledge processing, but on the other bring us to amputate or to numb some of the capacities of the same mind.

The computer can seem an extension of the mind’s capacities, but in reality it numbs our capacities to observe our minds from the inside, as self-consciousness, of our mental mechanisms, and of our whole body/mind systems.

At this point, my hypothesis is: If the computer is a way of outsourcing the mind’s functions, the mind itself could be considered as a “medium” which determines an extension and an anesthesia, in this case in relation to the original completeness of the soul. This is an application of McLuhan’s theories considering the knowledge that comes from the psychology of the ego.

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Sappiamo da Marshall McLuhan che ogni medium ed ogni tecnologia hanno un ruolo nell’estensione e nell’intorpidimento dei nostri organi. Le estensioni della mente create dalla tecnologia del computer se da una parte ci espandono le possibilità mentali in termini di ricerca ed elaborazione di informazioni e conoscenze, dall’altra parte ci portano ad amputare o intorpidire alcune capacità della stessa.

Le estensioni della mente create dalla tecnologia del computer se da una parte ci espandono le possibilità mentali in termini di ricerca ed elaborazione di informazioni e conoscenze, dall’altra parte ci portano ad amputare o intorpidire alcune capacità della stessa. Il computer, che può sembrare un’estensione delle capacità della mente, in realtà intorpidisce le capacità di osservazione della nostra mente dall’interno, intesa come consapevolezza di noi stessi, dei nostri meccanismi mentali e del nostro sistema globale corpo/mente.

A questo punto la mia ipotesi è che se il computer è un modo di esternalizzare le funzioni della mente, la mente stessa può essere considerata come un “medium” che determina una estensione e una anestesia, in questo caso in relazione alla completezza originaria dell’anima. Un’applicazione delle teorie di McLuhan considerando le conoscenze della psicologia dell’ego.

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Downloading our mind

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In 1964 Marshall McLuhan said: “Having extended or translated our central nervous system into the electromagnetic technology, it is but a further stage to transfer our consciousness to the computer world as well” (Marshall McLuhan, Understanding Media, MIT Press, Cambridge, 1994).

Hans Moravec took him in earnest, stating that the mind’s contents could be copied on a mechanical support – and who knows, perhaps even transplanted as any other organ. The technological dream of transcending the body is a revival of separation of the “impure” body and the “divine” mind, shared both by Christianity and the Cartesian science.

But our identification with the mind could be challenged in the very moment when the mind could be copied, reproduced and shared between people.

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Marshall McLuhan nel 1964 affermava: “Avendo esteso o tradotto il nostro sistema nervoso centrale nella tecnologia elettromagnetica basta un solo passo per trasferire anche la nostra coscienza nel mondo del cervello elettronico”. (Marshall McLuhan. Gli strumenti del comunicare. Mondadori. Milano. 1990)

Qualcuno come Hans Moravec lo ha preso sul serio, affermando che i contenuti della mente potranno essere copiati su un supporto meccanico, e chissà magari anche trapiantati come qualsiasi altro organo. Il sogno di trascendenza del corpo in veste tecnologica è un rigurgito della visione religiosa/illuministica di separazione del corpo “impuro” dalla mente “divina”.

Ma la nostra identificazione con la mente potrebbe venire messa a rischio proprio nel momento in cui la mente potrà essere copiata, riprodotta e scambiata tra le persone.

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Subjectivity and objectivity

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All sciences ground themselves in a particular approach to knowledge. Scientists believe that knowledge only has value if comes from an objective place. The myth of objectivity is so pervasive that it controls even such a subjective science as psychology, dealing as it does with the interior of the human mind.

For centuries the possibility of including our subjective experience in inquiring into the world has been inhibited; furthermore, subjectivity and objectivity have been divided into two separate worlds with separate values. Perhaps is time to let both modalities coalesce in an effective way.

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Tutte le scienze si fondano su un particolare approccio alla conoscenza. Gli scienziati credono che quest’ultima abbia valore solo se viene da un luogo oggettivo. Il mito dell’oggettività è così diffuso da dominare anche una scienza soggettiva come la psicologia, che studia l’interiorità della mente umana.

Per secoli, la possibilità di includere la nostra esperienza soggettiva nell’indagine del mondo è stata inibita; inoltre, soggettività e oggettività sono state divise in due mondi separati, con valori distinti. Forse è tempo di far sì che entrambe le modalità si fondano in modo efficace.

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Multitasking to nothing

<h1><a xhref="http://www.indranet.org/?attachment_id=73">soft-watch-at-the-moment.jpg</a></h1>[en]

Even though multitasking has been demonstrated to be counterproductive, in real life and at the computer we tend to do a growing number of activities simultaneously.

What people are most scared of is to actually have free time, to experience an emptiness that would make us aware of the meaninglessness of our lives.  Any slowing down of our mind activity will give more awareness of ourselves in a deeper way than the activities we are identified with, and this is exactly what our ego tends to avoid.

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Anche se è stato dimostrato come il multitasking sia controproducente, nella vita reale e al computer tendiamo ad occuparci di un numero crescente di attività simultaneamente.

In realtà quello che si teme maggiormente è fare esperienza di un vuoto che ci renderebbe consapevoli della mancanza di senso profondo nelle nostre attività. Qualsiasi rallentamento dell’attività mentale ci renderebbe consapevoli di noi stessi più profondamente di tutte le attività con cui siamo identificati, e questo è esattamente ciò che il nostro ego tende ad evitare.

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Mechanisms, mysticism and Amazon Mechanical Turk

<h1><a xhref="http://www.indranet.org/?attachment_id=66">Bureaucrat and Sewing Machine</a></h1>

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Human beings have always felt the need to give themselves to something bigger than their individualities: to art, to love, to a cause, to truth, to a guru, to God. When we devote ourselves to something bigger, we transcend ourselves, we go beyond our little narcissistic ego who would always like to be the center of attention. Dedication annihilates a part of ourselves and at the same time it lifts us up to another state of being.

We give ourselves, we trust and we nullify ourselves into technology. We are religiously devoted to the objects of technology, which absorb most of the time of an increasing number of people. As McLuhan wrote, “By continuously embracing technologies, we relate ourselves to them as servomechanisms.”

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Gli essere umani hanno sempre sentito il bisogno di darsi a qualcosa di più grande della propria individualità: all'arte, a un amore, ad una causa, alla verità, a un guru, a Dio. Quando ci dedichiamo a qualcosa di più grande trascendiamo noi stessi, oltrepassiamo il nostro piccolo ego narcisista che vorrebbe sempre stare al centro delle attenzioni. La dedizione ci annienta da una parte e allo stesso tempo ci eleva da un'altra.

Ci diamo, ci affidiamo e ci annulliamo nella tecnologia. Siamo religiosamente devoti agli oggetti della tecnologia, che assorbe la maggior parte del tempo di un numero crescente di persone. Come scrisse McLuhan, “Ricevendo continuamente tecnologie ci poniamo nei loro confronti come altrettanti servomeccanismi.”

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My friend got a “minditis”

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Everybody gets some inflammation in his or her body. Sinusitis is quite common, as are bronchitis, tendinitis and other “i’ itis’s”. External attacks, as a sudden change of weather, bad food, carelessness, stress or too much effort, can trigger some unbalance in our bodies. Human beings are not perfect. If the inflammation episode does not repeat itself often and it does not become chronic, in most of the cases it will resolve itself spontaneously after few days. No need for special cares but occasionally, some natural treatments or chemical support might be necessary. However, once the symptoms are gone, we can stop the treatment and we use the experience to learn how to take better care of our bodies. Of course, nobody would take painkillers or antibiotics for a year after a complaint is already over.

Nevertheless, when the mind is involved, this is considered a special case. I have a friend in her early 40s, a teacher at university, who is a brilliant and emotionally alive woman. Almost one year ago, she experienced an acute mental episode triggered by a problematic relationship with her lover.

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Tutti sviluppiamo infiammazioni del corpo. La sinusite è abbastanza comune, così come la bronchite, la tendinite e altre “iti”. Le aggressioni esterne – per esempio: un improvviso mutamento climatico, cibo scadente, mancanza di cura personale, stress o sforzo eccessivi – possono provocare squilibri nel corpo. Gli esseri umani non sono perfetti. Se l’infiammazione non si ripete spesso e non diventa cronica, nella maggior parte dei casi sparirà da sé dopo pochi giorni. Non occorrono cure speciali anche se, di tanto in tanto, può essere necessario fare ricorso a trattamenti chimici o naturali.

Tuttavia, una volta spariti i sintomi, possiamo abbandonare la cura e usare l’esperienza per imparare a prenderci meglio cura del nostro corpo. Naturalmente, dopo la scomparsa della malattia, nessuno continuerebbe ad assumere antidolorifici o antibiotici per un anno intero. Ma quando si tratta della mente, il discorso cambia. Una mia amica – professoressa universitaria poco oltre la quarantina – è una donna brillante e molto viva dal punto di vista emotivo. Quasi un anno fa, ebbe una grave crisi psichica provocata dalle difficoltà nei rapporti con il partner.
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