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Tag Archive 'dipendenza'

When the iPhone replaces the syringe: communication as a form of pathology

Sorry this is a guest post only in Italian.

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Information Dopaminated

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When I learned to program, the most-used computer programming languages were C or Pascal, languages based on the structured programming paradigm where the development of the procedures and the program structure were to be planned carefully, sometimes with elegance. However, this type of programming made the management of exchange of information with external events or with other programs or procedures more complicated.

At a certain point programming languages developed into event-driven programming, where procedures are activated on the basis of the messages which come from other software or from the user’s inputs, for example, by a click of a mouse or an input through the keyboard. This type of programming first gained prominence when graphic interfaces like Windows appeared and later with complex Internet communication.

Therefore, the execution of software takes place as a rebound of an input between programming modules which are continuously affecting each other. This type of programming is usually based on object-oriented programming languages, which, at the end of the 1990s imposed themselves on the structured and procedural programming model.

We continuously interact with the Net and with other technologies like mobile phones, sending and receiving information in a pace increasing according to technological advances. Just as software responds to events, users have also started behaving in the same way, becoming servomechanisms of technology and an integral part of the galaxy of stimuli-actions.

We fit ourselves as one of the modules which respond to events. As inputs, we have myriads of information and sites, and as outputs we click here and there. This produces new information and the mechanism becomes self-fed.

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Quando imparai a programmare, i linguaggi maggiormente utilizzati erano il C o il Pascal, linguaggi che si basano sul paradigma della programmazione strutturata, in cui lo svlgimento delle procedure e la struttura del programma andava pianificata con cura e magari con eleganza. Questo tipo di programmazione tuttavia rendeva più complicato gestire uno scambio di informazioni con eventi esterni o di complesse interazioni con altri programmi o procedure.

Ad un certo punto i linguaggi di programmazione per computer si sono evoluti nel modello ad “eventi”, dove le procedure si attivano sulla base di messaggi che giungono da altre parti di software oppure da un input dell’utente, ad esempio un clic del mouse o un input da tastiera. In particolare questo tipo di programmazione si è imposto con l’avvento delle interfacce grafiche tipo Windows prima e poi con la complessa comunicazione di Internet.

Quindi l’esecuzione del software avviene come un rimbalzo continuo di input tra moduli di programmazione che si influenzano a vicenda. Questo tipo di programmazione si basa di solito su linguaggi di programmazione ad oggetti, che verso la fine degli anni 90 si è imposta sul modello della programmazione strutturata e procedurale.

Interagiamo in continuazione con la rete e con altre tecnologie tipo i cellulari, mandando e ricevendo informazioni ad un ritmo che cresce con l’avanzare delle tecnologie. Così come il software risponde agli eventi, anche gli utenti hanno iniziato a comportarsi come tali, diventando servomeccanismi delle tecnologie e parte integrante della galassia di stimoli-azioni.

Ci siamo inseriti come uno dei moduli che rispondono agli eventi. Come input abbiamo le miriadi di informazioni e siti e come output clicchiamo qui e là. Questo produce nuove informazioni e il meccanismo si autoalimenta.

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Computer addiction as survival for the ego

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Our nervous system has the mechanism of a reward system that, when activated, can trigger the processes of compulsions and addictions. In the Internet, people can get addicted to online gambling, to online gaming, to porn, to cybersex, to online auctions, to chat, even to news and to surfing. Neuroscientists have also documented how the learning and the pleasure centers of the brain are the same.

My hypothesis is that addictions that have to do with the mind activity, such as computer addiction, are there in order to keep the mind busy and therefore surviving. A silent mind would mean no-mind; silence and stillness are the worse enemy for the ego, that breeds thoughts continuously and feeds on them.

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Il nostro sistema nervoso possiede un meccanismo di gratificazione che, una volta attivato, può provocare processi compulsivi e di dipendenza. Su Internet, le persone possono diventare dipendenti dal gioco d’azzardo o i videogame online, la pornografia, il cybersex, le aste online, le chat, persino le news e il navigare in sé. I neuroscienziati hanno documentato anche come i centri cerebrali dell’apprendimento e del piacere siano gli stessi.

La mia ipotesi che è le dipendenze connesse all’attività mentale, come la dipendenza da computer, seguono un meccanismo simile per tenere la mente occupata, e quindi farla sopravvivere. Una mente silenziosa significherebbe una non-mente; il silenzio e l’immobilità sono i peggiori nemici dell’ego, che genera e si nutre continuamente di pensieri.

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