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	<title>Comments on: My friend got a &#8220;minditis&#8221;</title>
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	<description>Technology, psychology, sexuality, society, spirituality</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 05:28:46 +0000</pubDate>
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		<title>By: Giubizza</title>
		<link>http://www.indranet.org/my-friend-got-a-minditis/#comment-25</link>
		<dc:creator>Giubizza</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 21:18:17 +0000</pubDate>
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		<description>un mio amico è in depressione da più di venti anni...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un mio amico è in depressione da più di venti anni&#8230;</p>
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		<title>By: neve</title>
		<link>http://www.indranet.org/my-friend-got-a-minditis/#comment-20</link>
		<dc:creator>neve</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Jul 2007 11:33:36 +0000</pubDate>
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		<description>Purtroppo quello che dici è vero. Oggi si tende a medicalizzare tutto, anche gli stati d'animo: non ci si può più dichiarare "tristi", "giù di  morale", senza che subito ti venga proposta una terapia psicologica se non addirittura farmacologica.
Il corpo e la psiche devono essere sempre in perfetta efficenza affinchè il loro rendimento non venga in alcun modo inficiato. La produttività deve essere al massimo e ottimizzata.
Non ci è quasi più consentito lasciar fluire i nostri stati d'animo, lasciarli maturare, evolvere. Tutto deve essere risolto in fretta, altrimenti bisogna "curare". 
Il mondo del lavoro ha imposto le sue regole. Basti pensare a come viene considerata la maternità dalla maggior parte delle aziende: un grave handicap. Laddove la maternità dovrenne essere valorizzata, protetta, favorita. Donne che vivono la propria maternità con conflitto, sapendo che questo le penalizzerà e si privano loro malgrado della serenità che un momento così merita ed esige.
E i bambini? Come hai fatto notare in riferimento alla tua indole infantile, anche i bambini sono soggetti all'inquadramento attitudinale: se ti comporti diversamente dagli altri sicuramente hai un problema.
Ore ed ore di scuola, impegni sportivi, corsi vari...non imparano a stare soli con sè stessi, ad annoiarsi, a pensare al niente...c'è qualcuno che ti organizza la vita attimo per attimo. 
Il giorno che la giornata non sarà più piena di impegni fitti, il giorno che ti ritroverai faccia a faccia con te stesso, tu bambino, non ti riconoscerai. Vedrai solo un vuoto e questo vuoto ti farà paura perchè non saprai guardarci dentro.
Ma niente paura, come hai detto tu, c'è chi colmerà i nostri bisogni e le nostre ansie. O meglio ci farà credere che sia così. Ma ilvuoto resta. E poi ci domandiamo perchè le persone sclerano??
(Ciao Ivo!)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Purtroppo quello che dici è vero. Oggi si tende a medicalizzare tutto, anche gli stati d&#8217;animo: non ci si può più dichiarare &#8220;tristi&#8221;, &#8220;giù di  morale&#8221;, senza che subito ti venga proposta una terapia psicologica se non addirittura farmacologica.<br />
Il corpo e la psiche devono essere sempre in perfetta efficenza affinchè il loro rendimento non venga in alcun modo inficiato. La produttività deve essere al massimo e ottimizzata.<br />
Non ci è quasi più consentito lasciar fluire i nostri stati d&#8217;animo, lasciarli maturare, evolvere. Tutto deve essere risolto in fretta, altrimenti bisogna &#8220;curare&#8221;.<br />
Il mondo del lavoro ha imposto le sue regole. Basti pensare a come viene considerata la maternità dalla maggior parte delle aziende: un grave handicap. Laddove la maternità dovrenne essere valorizzata, protetta, favorita. Donne che vivono la propria maternità con conflitto, sapendo che questo le penalizzerà e si privano loro malgrado della serenità che un momento così merita ed esige.<br />
E i bambini? Come hai fatto notare in riferimento alla tua indole infantile, anche i bambini sono soggetti all&#8217;inquadramento attitudinale: se ti comporti diversamente dagli altri sicuramente hai un problema.<br />
Ore ed ore di scuola, impegni sportivi, corsi vari&#8230;non imparano a stare soli con sè stessi, ad annoiarsi, a pensare al niente&#8230;c&#8217;è qualcuno che ti organizza la vita attimo per attimo.<br />
Il giorno che la giornata non sarà più piena di impegni fitti, il giorno che ti ritroverai faccia a faccia con te stesso, tu bambino, non ti riconoscerai. Vedrai solo un vuoto e questo vuoto ti farà paura perchè non saprai guardarci dentro.<br />
Ma niente paura, come hai detto tu, c&#8217;è chi colmerà i nostri bisogni e le nostre ansie. O meglio ci farà credere che sia così. Ma ilvuoto resta. E poi ci domandiamo perchè le persone sclerano??<br />
(Ciao Ivo!)</p>
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		<title>By: Anonymous</title>
		<link>http://www.indranet.org/my-friend-got-a-minditis/#comment-17</link>
		<dc:creator>Anonymous</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Jul 2007 12:02:29 +0000</pubDate>
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		<description>E' bello sapere e poter pensare che le rimuginazioni senza fine attaccano anche altri. Ci si sente meno diversi.
Anche io ho pensato che non ci fosse nulla che poteva aiutarmi. Salvo uscire da questo stato e da questi pensieri, e tornare alla normalita', piu' o meno apprezzata, piu' o meno aborrita, il giorno dopo o un momento dopo, senza una ragione particolare. Come passare da uno stato a un altro. Senza sapersi e potersi dare una spiegazione. Assistendo a tutto cio' come a qualcosa che non si puo' controllare. 
Ed e' vero che quel che imprigiona allo stesso tempo protegge. E ci vuole coraggio e fiducia per uscire volontariamente dal circolo vizioso. Perche' quella che manca e'la forza di volonta'. che. per definizione, come diceva Don Abbondio a proposito del coraggio, uno, da solo, non se la puo' far venire. 
E quindi e' importante che queste esperienze avvengano in un ambiente protetto e comprensivo. E la prima forma di protezione e comprensione dovremmo riuscire a darcela da noi stessi.
Qui sta l'inghippo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; bello sapere e poter pensare che le rimuginazioni senza fine attaccano anche altri. Ci si sente meno diversi.<br />
Anche io ho pensato che non ci fosse nulla che poteva aiutarmi. Salvo uscire da questo stato e da questi pensieri, e tornare alla normalita&#8217;, piu&#8217; o meno apprezzata, piu&#8217; o meno aborrita, il giorno dopo o un momento dopo, senza una ragione particolare. Come passare da uno stato a un altro. Senza sapersi e potersi dare una spiegazione. Assistendo a tutto cio&#8217; come a qualcosa che non si puo&#8217; controllare.<br />
Ed e&#8217; vero che quel che imprigiona allo stesso tempo protegge. E ci vuole coraggio e fiducia per uscire volontariamente dal circolo vizioso. Perche&#8217; quella che manca e&#8217;la forza di volonta&#8217;. che. per definizione, come diceva Don Abbondio a proposito del coraggio, uno, da solo, non se la puo&#8217; far venire.<br />
E quindi e&#8217; importante che queste esperienze avvengano in un ambiente protetto e comprensivo. E la prima forma di protezione e comprensione dovremmo riuscire a darcela da noi stessi.<br />
Qui sta l&#8217;inghippo.</p>
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	<item>
		<title>By: Anna</title>
		<link>http://www.indranet.org/my-friend-got-a-minditis/#comment-15</link>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 12:01:22 +0000</pubDate>
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		<description>E' difficile staccarsi dai pensieri, 
pensieri ricorrenti, 
che imprigionano, 
invischiano, 
fanno continuamente ruotare intorno
alle 'solite cose'.
eppure, 
paradossalmente 
quel che imprigiona
alla stesso tempo protegge.
che fatica, 
che grande atto di coraggio
ci vuole per uscire da questo circolo vizioso!

Siamo sempre più abituati
al tutto e subito, 
per cui concedersi del tempo
affinché i pensieri siano liberi di scivolare via
è quasi inconcepibile:
sedersi sulla sponda del fiume
e attendere che faccia il suo corso.
Lo vedo quotidianamente, 
su di me per prima, 
ma anche come ..psicologa, 
che di parole ne sento tante, 
mentre il silenzio.. spaventa.

Lo stare meglio, 
tra le altre cose, 
è concomitante proprio
con la capacità di starsene da soli, 
in silenzio..
e di godere di questa splendida condizione..</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; difficile staccarsi dai pensieri,<br />
pensieri ricorrenti,<br />
che imprigionano,<br />
invischiano,<br />
fanno continuamente ruotare intorno<br />
alle &#8217;solite cose&#8217;.<br />
eppure,<br />
paradossalmente<br />
quel che imprigiona<br />
alla stesso tempo protegge.<br />
che fatica,<br />
che grande atto di coraggio<br />
ci vuole per uscire da questo circolo vizioso!</p>
<p>Siamo sempre più abituati<br />
al tutto e subito,<br />
per cui concedersi del tempo<br />
affinché i pensieri siano liberi di scivolare via<br />
è quasi inconcepibile:<br />
sedersi sulla sponda del fiume<br />
e attendere che faccia il suo corso.<br />
Lo vedo quotidianamente,<br />
su di me per prima,<br />
ma anche come ..psicologa,<br />
che di parole ne sento tante,<br />
mentre il silenzio.. spaventa.</p>
<p>Lo stare meglio,<br />
tra le altre cose,<br />
è concomitante proprio<br />
con la capacità di starsene da soli,<br />
in silenzio..<br />
e di godere di questa splendida condizione..</p>
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		<title>By: Amina</title>
		<link>http://www.indranet.org/my-friend-got-a-minditis/#comment-14</link>
		<dc:creator>Amina</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Jun 2007 07:06:31 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;p&gt;condivido la preoccupazione che può essere estasa all'approccio della medicina classica hai un disturbo di dò un bel farmaco che ti toglie il disturbo e così piano piano quella macchina perfetta che è il nostro corpo smette piano piano di colloquiare con noi e di esproimerci i suoi disagi. sono stata di recente ad un convegno di psicosomatica olistica a Lucca, credo di averti mandato l'invito, in quella sede, e menomale, c'erano psicologi, scienziati e psichiatri che hanno portato le loro ricerche e testimonianze, in particolare, in campo psichiatrico, dove normalmente il farmaco viene usato in modo massiccio e come una possibilità per migliorare la vita dei pazienti, sono state sperimentate tecniche di meditazione di Osho, quali la meditazione dinamica e la Nadabrama con risultati stupefacenti, addirittura un paziente in poche sedute è uscito da uno stato catatonico che durava da mesi e che non aveva dato alcuna risposta con l'uso di farmaci&lt;/p&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>condivido la preoccupazione che può essere estasa all&#8217;approccio della medicina classica hai un disturbo di dò un bel farmaco che ti toglie il disturbo e così piano piano quella macchina perfetta che è il nostro corpo smette piano piano di colloquiare con noi e di esproimerci i suoi disagi. sono stata di recente ad un convegno di psicosomatica olistica a Lucca, credo di averti mandato l&#8217;invito, in quella sede, e menomale, c&#8217;erano psicologi, scienziati e psichiatri che hanno portato le loro ricerche e testimonianze, in particolare, in campo psichiatrico, dove normalmente il farmaco viene usato in modo massiccio e come una possibilità per migliorare la vita dei pazienti, sono state sperimentate tecniche di meditazione di Osho, quali la meditazione dinamica e la Nadabrama con risultati stupefacenti, addirittura un paziente in poche sedute è uscito da uno stato catatonico che durava da mesi e che non aveva dato alcuna risposta con l&#8217;uso di farmaci</p>
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	<item>
		<title>By: matil</title>
		<link>http://www.indranet.org/my-friend-got-a-minditis/#comment-12</link>
		<dc:creator>matil</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Jun 2007 18:09:59 +0000</pubDate>
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		<description>Si, condivido le tue osservazioni, mi sono trovata a fare le stesse considerazioni.
Non sono medico, quindi le medesime permangono ad uno stato di osservazione in base all'esperienza ed alla sensibilità personale.
Proprio in base a questa ulteriore analisi, riscontro quanto sia coraggioso, difficile e faticoso prendersi cura della propria salute mentale e stare vicini in questo senso agli stati emotivi percorsi dalle persone che amiamo e le cui esistenze sono legate alla nostre (penso alla vicinanza e all'empatia ed al supporto che possiamo/dobbiamo scambiarci con amici, genitori figli e tutti clro che fanno parte della nostra quotidianità più immediata).

Occorrerebbe meno speculazione in questo campo ed una maggiore educazione emotiva/spirituale/umana scegli tu il nome.

A tale proposito voglio espimerti il mio ringraziamento, perchè in un certo senso, con le tue iniziative, mi sembra che ti muovi nel senso appena auspicato.
ciao.
Anna.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si, condivido le tue osservazioni, mi sono trovata a fare le stesse considerazioni.<br />
Non sono medico, quindi le medesime permangono ad uno stato di osservazione in base all&#8217;esperienza ed alla sensibilità personale.<br />
Proprio in base a questa ulteriore analisi, riscontro quanto sia coraggioso, difficile e faticoso prendersi cura della propria salute mentale e stare vicini in questo senso agli stati emotivi percorsi dalle persone che amiamo e le cui esistenze sono legate alla nostre (penso alla vicinanza e all&#8217;empatia ed al supporto che possiamo/dobbiamo scambiarci con amici, genitori figli e tutti clro che fanno parte della nostra quotidianità più immediata).</p>
<p>Occorrerebbe meno speculazione in questo campo ed una maggiore educazione emotiva/spirituale/umana scegli tu il nome.</p>
<p>A tale proposito voglio espimerti il mio ringraziamento, perchè in un certo senso, con le tue iniziative, mi sembra che ti muovi nel senso appena auspicato.<br />
ciao.<br />
Anna.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Franco</title>
		<link>http://www.indranet.org/my-friend-got-a-minditis/#comment-11</link>
		<dc:creator>Franco</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Jun 2007 09:05:52 +0000</pubDate>
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		<description>Nell'antico Giappone quelli che erano considerati, per un motivo o per l'altro, malati di mente, venivano accolti nei monasteri Zen. Non gli si forniva nessuna assistenza particolare. Solo una cameretta dotata appena appena dell'indispensabile. L'intenzione era di lasciarli tranquilli dandogli il tempo per consentire alla "malattia", a quella determinata problematica esistenziale, di risolversi da sé, o come ha detto Ivo, di guarire spontaneamente. 

Ciao, grazie.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;antico Giappone quelli che erano considerati, per un motivo o per l&#8217;altro, malati di mente, venivano accolti nei monasteri Zen. Non gli si forniva nessuna assistenza particolare. Solo una cameretta dotata appena appena dell&#8217;indispensabile. L&#8217;intenzione era di lasciarli tranquilli dandogli il tempo per consentire alla &#8220;malattia&#8221;, a quella determinata problematica esistenziale, di risolversi da sé, o come ha detto Ivo, di guarire spontaneamente. </p>
<p>Ciao, grazie.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Bipo</title>
		<link>http://www.indranet.org/my-friend-got-a-minditis/#comment-10</link>
		<dc:creator>Bipo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Jun 2007 21:30:47 +0000</pubDate>
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		<description>Forza Ivo!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Forza Ivo!</p>
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