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	<title>Comments on: Multitasking to nothing</title>
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	<description>Technology, psychology, sexuality, society, spirituality</description>
	<pubDate>Sun, 12 Oct 2008 05:38:24 +0000</pubDate>
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		<title>By: Tess</title>
		<link>http://www.indranet.org/multitasking-to-nothing/#comment-197</link>
		<dc:creator>Tess</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 23:39:13 +0000</pubDate>
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		<description>La termodinamica e l’amaro gusto di multitasking


Secondo Stephen Hawking (La teoria del tutto, Bur, 2006) la crescente complessità è dovuta all’identità di direzione della freccia del tempo psicologica e di quella del tempo termodinamico.

Il tempo in senso psicologico è quel fenomeno per cui ricordiamo il passato ma non il futuro. La seconda legge della termodinamica  ci dice che l’entropia (stato di disordine, complessità) all’interno di un sistema tende sempre ad aumentare (o meglio, tende a non diminuire) . E sembra che, per come è strutturato il nostro sistema percettivo, misuriamo il passare del tempo in termini di aumento di complessità. 

Questo potrebbe spiegare la percezione di crescente velocità, di accelerazione nel nostro ambiente e delle nostre attività. Ma dovrebbe anche portarci a considerare che non si tratti di un fatto nuovo,  quanto esperienza di tutte le generazioni che ci hanno preceduto.

Forse quello che caratterizza quest’epoca, in questa parte di mondo, non è tanto l’accellerazione dei cambiamenti e delle attività, quanto la loro esibizione come elemento necessario dell’attività stessa. E’ il rendere pubblico, al pubblico, a un pubblico, l’attività.
 
E’ l’insistente richiesta sociale di apparire iperimpegnati, dove l’apparire è importante tanto quanto (più del)  l’impegno.
E’ il mito della produttività esibita, la spinta all’omologazione verso un ideale di efficienza (impiegare il minor tempo possibile per svolgere il maggior numero di attività) a scapito della efficacia (realizzare l’obbiettivo, non necessariamente impiegando il minor tempo possibile). 

Questo ci conduce ad un altro punto, quello della irrilevanza di gran parte delle nostre attività.
Non solo facciamo troppe cose, non solo dobbiamo metterle in mostra, il punto è che facciamo cose senza rilevanza, impiegando (sprecando) energie in attività di cui potremmo fare a meno, con relativo corredo di oggetti tecnologici ugualmente esibiti, ugualmente futili.

Una possibile via di uscita è ricordarsi delle diverse priorità delle nostre attività, e impegnarsi a realizzare quelle per noi più importanti. 

Spesso infatti siamo sommersi dalle urgenze (altrui) e finiamo per rimandare quelle attività che per noi contano davvero. Da qui la sensazione di aver fatto moltissime cose, speso tutte le energie, senza aver concluso nulla, da qui quel senso di aver sprecato e non impiegato il tempo, quel sentire l’amaro retro gusto di multitasking.



______________________________
Ed è così, a meno che non sia così.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La termodinamica e l’amaro gusto di multitasking</p>
<p>Secondo Stephen Hawking (La teoria del tutto, Bur, 2006) la crescente complessità è dovuta all’identità di direzione della freccia del tempo psicologica e di quella del tempo termodinamico.</p>
<p>Il tempo in senso psicologico è quel fenomeno per cui ricordiamo il passato ma non il futuro. La seconda legge della termodinamica  ci dice che l’entropia (stato di disordine, complessità) all’interno di un sistema tende sempre ad aumentare (o meglio, tende a non diminuire) . E sembra che, per come è strutturato il nostro sistema percettivo, misuriamo il passare del tempo in termini di aumento di complessità. </p>
<p>Questo potrebbe spiegare la percezione di crescente velocità, di accelerazione nel nostro ambiente e delle nostre attività. Ma dovrebbe anche portarci a considerare che non si tratti di un fatto nuovo,  quanto esperienza di tutte le generazioni che ci hanno preceduto.</p>
<p>Forse quello che caratterizza quest’epoca, in questa parte di mondo, non è tanto l’accellerazione dei cambiamenti e delle attività, quanto la loro esibizione come elemento necessario dell’attività stessa. E’ il rendere pubblico, al pubblico, a un pubblico, l’attività.</p>
<p>E’ l’insistente richiesta sociale di apparire iperimpegnati, dove l’apparire è importante tanto quanto (più del)  l’impegno.<br />
E’ il mito della produttività esibita, la spinta all’omologazione verso un ideale di efficienza (impiegare il minor tempo possibile per svolgere il maggior numero di attività) a scapito della efficacia (realizzare l’obbiettivo, non necessariamente impiegando il minor tempo possibile). </p>
<p>Questo ci conduce ad un altro punto, quello della irrilevanza di gran parte delle nostre attività.<br />
Non solo facciamo troppe cose, non solo dobbiamo metterle in mostra, il punto è che facciamo cose senza rilevanza, impiegando (sprecando) energie in attività di cui potremmo fare a meno, con relativo corredo di oggetti tecnologici ugualmente esibiti, ugualmente futili.</p>
<p>Una possibile via di uscita è ricordarsi delle diverse priorità delle nostre attività, e impegnarsi a realizzare quelle per noi più importanti. </p>
<p>Spesso infatti siamo sommersi dalle urgenze (altrui) e finiamo per rimandare quelle attività che per noi contano davvero. Da qui la sensazione di aver fatto moltissime cose, speso tutte le energie, senza aver concluso nulla, da qui quel senso di aver sprecato e non impiegato il tempo, quel sentire l’amaro retro gusto di multitasking.</p>
<p>______________________________<br />
Ed è così, a meno che non sia così.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Chi siamo, dove siamo e soprattutto&#8230; cosa stiamo facendo? &#171; Legione Straniera</title>
		<link>http://www.indranet.org/multitasking-to-nothing/#comment-196</link>
		<dc:creator>Chi siamo, dove siamo e soprattutto&#8230; cosa stiamo facendo? &#171; Legione Straniera</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 20:15:01 +0000</pubDate>
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		<description>[...] qua [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] qua [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: (Y)am</title>
		<link>http://www.indranet.org/multitasking-to-nothing/#comment-130</link>
		<dc:creator>(Y)am</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Oct 2007 07:51:29 +0000</pubDate>
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		<description>Ci ho riflettuto bene, credo sia molto importante il contenuto di questo articolo.
Dal 1995 io passo almeno 1/3 della mia vita davanti ad un PC, ho la banda larga dal 1997 lavorando nelle Telecomunicazioni...ovviamente il mio PC ha sempre qualche decina di finestre aperte....bastaaaaa!

La mente e' cosi troppo stimolata e la meditazione rischia di andarsi a far benedire dal guru Ego....quindi d'ora un poi andro' su Youtube e guardero' solo video di mare e montagna....aiutoooo!

Credo sia molto importante non riempire la rete di spazzatura...anche se lo e' gia'...Ivo ha toccato un punto fondamentale, in particolare per un ricercatore spirituale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ci ho riflettuto bene, credo sia molto importante il contenuto di questo articolo.<br />
Dal 1995 io passo almeno 1/3 della mia vita davanti ad un PC, ho la banda larga dal 1997 lavorando nelle Telecomunicazioni&#8230;ovviamente il mio PC ha sempre qualche decina di finestre aperte&#8230;.bastaaaaa!</p>
<p>La mente e&#8217; cosi troppo stimolata e la meditazione rischia di andarsi a far benedire dal guru Ego&#8230;.quindi d&#8217;ora un poi andro&#8217; su Youtube e guardero&#8217; solo video di mare e montagna&#8230;.aiutoooo!</p>
<p>Credo sia molto importante non riempire la rete di spazzatura&#8230;anche se lo e&#8217; gia&#8217;&#8230;Ivo ha toccato un punto fondamentale, in particolare per un ricercatore spirituale.</p>
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	<item>
		<title>By: (Y)am</title>
		<link>http://www.indranet.org/multitasking-to-nothing/#comment-129</link>
		<dc:creator>(Y)am</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Oct 2007 16:02:07 +0000</pubDate>
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		<description>Ma...ma...non e' che la storiella del Blogger e' leggermente autobiogra.fica? 
(..per via delle donne bellissime...)
E' la mente stessa che funziona cosi...sempre piu' velocemente.
C'era una vechia profezia di Padmasambhava (VIII sec.) che piu' o meno diceva: "Quando i cavalli correranno su ruote e l'uccello d'acciaio volera', il popolo Tibetano sara' sparso come formiche nel mondo e....."
Cio' che e' accaduto progressivamente e' una sempre maggior accelerazione della velocita' con cui la mente si rivolge agli oggetti del proprio desiderio che conrrisponde ad una sempre maggior capacita' di soddisfarli...essendo di carattere "oggettivo".
La mente che funziona per oggetti cosi gira sempre piu' vorticosa-mente...e da qui la "credenza" nell'inevitabile conflagrazione finale (Kaliyuga)....ovviamente questo e' cio' che sta accadendo.....ma e' sempre il Brahman...e quindi nn me ne puo' frekare di meno....a me che Sono Quello!. Hic et Nunc!
(Y)ammastro</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma&#8230;ma&#8230;non e&#8217; che la storiella del Blogger e&#8217; leggermente autobiogra.fica?<br />
(..per via delle donne bellissime&#8230;)<br />
E&#8217; la mente stessa che funziona cosi&#8230;sempre piu&#8217; velocemente.<br />
C&#8217;era una vechia profezia di Padmasambhava (VIII sec.) che piu&#8217; o meno diceva: &#8220;Quando i cavalli correranno su ruote e l&#8217;uccello d&#8217;acciaio volera&#8217;, il popolo Tibetano sara&#8217; sparso come formiche nel mondo e&#8230;..&#8221;<br />
Cio&#8217; che e&#8217; accaduto progressivamente e&#8217; una sempre maggior accelerazione della velocita&#8217; con cui la mente si rivolge agli oggetti del proprio desiderio che conrrisponde ad una sempre maggior capacita&#8217; di soddisfarli&#8230;essendo di carattere &#8220;oggettivo&#8221;.<br />
La mente che funziona per oggetti cosi gira sempre piu&#8217; vorticosa-mente&#8230;e da qui la &#8220;credenza&#8221; nell&#8217;inevitabile conflagrazione finale (Kaliyuga)&#8230;.ovviamente questo e&#8217; cio&#8217; che sta accadendo&#8230;..ma e&#8217; sempre il Brahman&#8230;e quindi nn me ne puo&#8217; frekare di meno&#8230;.a me che Sono Quello!. Hic et Nunc!<br />
(Y)ammastro</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: lavoltabuona</title>
		<link>http://www.indranet.org/multitasking-to-nothing/#comment-94</link>
		<dc:creator>lavoltabuona</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2007 18:29:21 +0000</pubDate>
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		<description>bello quest'articolo, mette nero su bianco le convinzioni che ho maturato nel corso degli anni riguardo all'importanza dell'"essere" rispetto a quella del "fare".
Purtroppo se non "fai" qualcosa di socialmente riconosciuto è come se non esistessi.E a volte è piuttosto destabilizzante.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>bello quest&#8217;articolo, mette nero su bianco le convinzioni che ho maturato nel corso degli anni riguardo all&#8217;importanza dell&#8217;&#8221;essere&#8221; rispetto a quella del &#8220;fare&#8221;.<br />
Purtroppo se non &#8220;fai&#8221; qualcosa di socialmente riconosciuto è come se non esistessi.E a volte è piuttosto destabilizzante.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Ivo</title>
		<link>http://www.indranet.org/multitasking-to-nothing/#comment-93</link>
		<dc:creator>Ivo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2007 12:23:48 +0000</pubDate>
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		<description>ciao sofiastrea, mi fa piacere la tua citazione. Interessante il tuo blog, ti ho messo nei miei rss</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ciao sofiastrea, mi fa piacere la tua citazione. Interessante il tuo blog, ti ho messo nei miei rss</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Anonymous</title>
		<link>http://www.indranet.org/multitasking-to-nothing/#comment-92</link>
		<dc:creator>Anonymous</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Sep 2007 12:09:54 +0000</pubDate>
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		<description>Bellissima la storiella che mi sono permessa di copiare sul mio blog http://blog.libero.it/Braci/view.php
 
naturalmente citando il tuo sito, spero non ti dispiaccia, se si, fammi sapere e lo tolgo subito. Un caro saluto e complimenti. sofiastrea</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissima la storiella che mi sono permessa di copiare sul mio blog <a href="http://blog.libero.it/Braci/view.php" rel="nofollow">http://blog.libero.it/Braci/view.php</a></p>
<p>naturalmente citando il tuo sito, spero non ti dispiaccia, se si, fammi sapere e lo tolgo subito. Un caro saluto e complimenti. sofiastrea</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Anna</title>
		<link>http://www.indranet.org/multitasking-to-nothing/#comment-91</link>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Sep 2007 09:13:43 +0000</pubDate>
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		<description>Il vuoto, 
la ricerca di senso, 
temi a me molto cari, 
sia per una evidente ricerca personale, 
sia perché quotidianamente nel mio lavoro
ho la possibilità di notare 
quanto possa essere dolorosa la loro assenza.

Spesso accade un 'qualcosa', d'impovviso:
qualcosa in questo meccanismo perverso
del fare, fare, fare, si rompe.
E ci rendiamo conto non solo nè tanto della mancanza di senso, 
ma, ancora peggio, 
della mencanza di.. noi stessi!
Questo è dolore più grande:
c'è posto per tutto e per tutti, 
e non ce n'è per me.

Ma è forse necessario passare attraverso questo immenso dolore
per poter fare piazza pulita del nostro non-senso
e tornare finalmente a contatto della nostra essenza..

Grazie per lo spunto di riflessione, 
posso ripubblicarlo, con adeguati riferimenti, 
anche sul mio sito?
Sono sicura che potrà essere utile
per tante persone..

AnnaFata</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il vuoto,<br />
la ricerca di senso,<br />
temi a me molto cari,<br />
sia per una evidente ricerca personale,<br />
sia perché quotidianamente nel mio lavoro<br />
ho la possibilità di notare<br />
quanto possa essere dolorosa la loro assenza.</p>
<p>Spesso accade un &#8216;qualcosa&#8217;, d&#8217;impovviso:<br />
qualcosa in questo meccanismo perverso<br />
del fare, fare, fare, si rompe.<br />
E ci rendiamo conto non solo nè tanto della mancanza di senso,<br />
ma, ancora peggio,<br />
della mencanza di.. noi stessi!<br />
Questo è dolore più grande:<br />
c&#8217;è posto per tutto e per tutti,<br />
e non ce n&#8217;è per me.</p>
<p>Ma è forse necessario passare attraverso questo immenso dolore<br />
per poter fare piazza pulita del nostro non-senso<br />
e tornare finalmente a contatto della nostra essenza..</p>
<p>Grazie per lo spunto di riflessione,<br />
posso ripubblicarlo, con adeguati riferimenti,<br />
anche sul mio sito?<br />
Sono sicura che potrà essere utile<br />
per tante persone..</p>
<p>AnnaFata</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: giusy</title>
		<link>http://www.indranet.org/multitasking-to-nothing/#comment-86</link>
		<dc:creator>giusy</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Sep 2007 05:07:44 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.indranet.org/multitasking-to-nothing/#comment-86</guid>
		<description>Ah ah ah.... ho riconosciuto la storiella carina la versione moderna!!
Esattamente ciò che pensavo in questo periodo e ciò che vedo chiaramente accadere ogni giorno accanto a me....
C'è sempre un punto oltre il quale l'uomo pensa di poter iniziare a godere e vivere felice e questa carota lo fa andare avanti fino alla sua morte....
Questo è incredibile ma vero!
Nella prima parte del film Apocalpto di Mel Gibson si vede chiaramente la vita come dovrebbe essere al naturale... 
Mi domando perchè l'umanità si inotra attraverso periodi cosi bui quando conosce nel suo cuore la luce...tutti sanno cos'è la pace, cos'è l'amore eppure nessuno è disposto a pagare il prezzo di abbandonare i propri condizionamenti e le proprie illusione per ottenerla.
This is unbelievable!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ah ah ah&#8230;. ho riconosciuto la storiella carina la versione moderna!!<br />
Esattamente ciò che pensavo in questo periodo e ciò che vedo chiaramente accadere ogni giorno accanto a me&#8230;.<br />
C&#8217;è sempre un punto oltre il quale l&#8217;uomo pensa di poter iniziare a godere e vivere felice e questa carota lo fa andare avanti fino alla sua morte&#8230;.<br />
Questo è incredibile ma vero!<br />
Nella prima parte del film Apocalpto di Mel Gibson si vede chiaramente la vita come dovrebbe essere al naturale&#8230;<br />
Mi domando perchè l&#8217;umanità si inotra attraverso periodi cosi bui quando conosce nel suo cuore la luce&#8230;tutti sanno cos&#8217;è la pace, cos&#8217;è l&#8217;amore eppure nessuno è disposto a pagare il prezzo di abbandonare i propri condizionamenti e le proprie illusione per ottenerla.<br />
This is unbelievable!</p>
]]></content:encoded>
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