I Situazionisti ci illuminano ancora
mar 14th, 2011 by Ivo Quartiroli | | Permalink
“Tutto quello che una volta era vissuto direttamente ora è diventato una rappresentazione… Il consumatore reale si è trasformato in un consumatore di illusioni” (Guy Debord, 1967).
I Situazionisti, un gruppo rivoluzionario internazionale degli anni Cinquanta, molto critico verso la società capitalista, parlavano della “Società dello Spettacolo”, la quale alienava le persone attraverso un ambiente sociale mediato e mercificato.
I media e le merci, secondo le idee dei Situazionisti, ottundevano il pubblico e controllavano il desiderio. Mezzo secolo dopo, abbiamo creato dei nuovi media con un campo d’azione più vasto, che rendono ancora più valide le affermazioni dei Situazionisti. Nel nuovo millennio digitale, sembra che i desideri non siano controllati, ma accettati fintantoché possono venire associati a un prodotto esistente nel mercato, incanalati e stimolati dai media.
I Situazionisti percepirono che nel capitalismo le emozioni vengono trasformate in prodotti di mercato, e che per recuperarle dobbiamo pagare. Il mercato, così pensavano, ci privava innanzitutto di relazioni interpersonali e di autenticità, poi offriva un pallido riflesso del reale, rendendoci in tal modo affamati di un’autenticità che non avremmo mai trovato.
Il bisogno di rapporti, oggi, trova espressione nei social network, che sembrano liberi e democratici. Certo, molti servizi Internet sono gratuiti, ma se prendiamo in considerazione l’hardware, il software, la connessione Internet – più il nostro tempo e la nostra attenzione – il calcolo dei costi cambia.
In più, i Situazionisti osservarono che i membri della nostra società erano programmati per vivere una vita che di fatto fosse una rappresentazione della vita reale. Attraverso la tecnologia, sono stati creati dei bisogni per poter vendere delle soluzioni. E il mercato hi-tech non richiede più nemmeno molte merci, in quanto esiste digitalmente. In tal modo, l’affermazione di Debord sull’essere divenuti consumatori di illusioni è divenuta fin troppo evidente.
“Una volta che abbiamo consegnato i nostri sensi e i nostri sistemi nervosi alle manipolazioni di coloro che cercano di trarre profitti prendendo in affitto i nostri occhi, le orecchie e i nervi, in realtà non abbiamo più diritti.” (McLuhan, Gli strumenti del comunicare, 1964).

hi, Ivo, I am Lili from Shanghai, well received ur pics:-)
I like ur articles so much. This is the first time i read ur website.
As I work in the field of marketing, i think the media & ads have a strong impact on the consumers’ behaviors… And this is what the media exist for.
So far, more and more, they just mislead people into thinking the products are what we need and desire. Even Exaggerating them to make us believe in. That’s not what i wanna see.
We’ve got the illusions that the products are the very right thing for us.