Il soma per le menti globalizzate
nov 20th, 2010 by Ivo Quartiroli | | Permalink
In tutto il mondo, chi usa Internet clicca sulle stesse icone, usa le medesime scorciatoie linguistiche nelle email e nelle chat, si connette con gli altri attraverso le stesse modalità di Facebook. Questa è la globalizzazione delle menti. Nel processo di digitalizzazione della realtà, a prescindere dai contenuti, usiamo prevalentemente gli stessi limitati canali mentali e interagiamo con gli stessi strumenti.
Portiamo gli stessi atteggiamenti, gesti e procedure nel lavoro, nelle relazioni, nello shopping, nella comunicazione con gli amici, nell’eccitazione sessuali e nella ricerca scientifica. Con il risultato che ognuna di tali attività viene impoverita da questo fenomeno. Tutto viene visto come un sistema informativo, dalla digitalizzazione del territorio (come Google Earth e i software di realtà aumentata) alla nostra biologia.
La cultura giudeo-cristiana mette la natura e il mondo materiale a disposizione dell’uomo. Agire su di essi è un modo per compiere opere buone e riacquistare la perfezione perduta dell’Eden. In questa cultura che ha considerato i miracoli prove dell’esistenza di Dio, abbiamo sviluppato tecnologie che ricordano il miracoloso e il divino. Quindi ci sentiamo costretti a salutare l’avvento di nuovi ausili tecnologici con la retorica della pace, del progresso, della prosperità e della comprensione reciproca.
Il telegrafo, il telefono, la radio, la TV e altri media sono stati considerati strumenti della democrazia, della pace mondiale, della comprensione e della libertà d’espressione. Internet è solo l’ultimo di una serie di messia dalle facili promesse. Tuttavia, non abbiamo una quantità maggiore di democrazia nel mondo. In realtà, i media e i poteri forti sono più forti che mai, mentre la libertà di espressione è stata rimodellata dal controllo da parte delle imprese e dei governi.
Internet, come la TV, si sta trasformando in un intrattenimento che rincoglionisce la gente nel chiuso delle loro case, dove sarà incapace di mettere in discussione il sistema. A differenza della TV, le cui attrazioni sono comunque comprese tra l’inizio e la fine di uno show, Internet, i videogame e gli smartphone non hanno pause o conclusioni strutturali. Agganciati a un flusso continuo di informazioni “in tempo reale”, ci allontaniamo ancora di più dal tempo disponibile e dal reale.
Forse Internet è già il nuovo soma di una società fortemente degradata dal punto di vista economico e ambientale. Ma visti i grandi investimenti economici e psicologici connessi alla Rete, criticarne gli effetti è come maledire Dio.

E proprio l’uso di Internet come “intrattenimento” e non come strumento di comunicazione e scambio che lo rende pervasivo e globalizzante. Lo vedo come un flusso metropolitano, un labirinto caotico dove è possibile dare vita a piccole T.A.Z. Agorà provvisorie, gierdini lussureggianti di balconi affacciati sul caos.
Non ti sembra però una grossa contraddizione il fatto di essere qui a discuterne?
Sì Glauco, ma sono anch’io parte del mondo che gira in digitale e per comunicare il mio pensiero agli utenti di Internet è il modo più efficace e per molti il solo modo.
Per Renato, sono combattuto anche sul fattore “comunicazione”. Da un lato apprezzo le possibilità comunicative della Rete (tra le quali il tuo blog), ma dall’altro i rapporti sociali diventano loro stessi intrattenimento e le persone si trasformano in oggetti ed icone. Si ridefinisce il concetto di “amicizia”. Senza contare che ogni cosa che scriviamo o “like-iamo” diventano uno zuccherino per Facebook o Google che capitalizzano sui nostri “user generated content”. Tanto è cambiato dai tempi di The Well dove la comunicazione era spontanea, profonda, rispettosa e nessuno la monitorava.
Becasue of facebook we met with kids friend to reunion have been already 36 years ago not had contact each other
It is true though that always matter the modalities of the way we use the web.
We are those who decide the what and how.
internet and tv dumb people? i can’t agree with this statement;
again it is us to decide the how, the how much, and act consequentially.
love this blog!
non è rifiutando un mezzo di comunicazione che conquistiamo più libertà ma assumendolo si trovano più sofisticati modi di essere liberi, questa è la sfida di oggi che si voglia o no