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Giochi di prestigio mentali

“Mi piacerebbe scaricare istantaneamente la capacità di fare giochi di prestigio.  Non c’è nulla di più noioso che impararli.”1 Così si esprime lo scienziato di intelligenza artificiale Marvin Minsky a proposito di un nuovo progetto al MIT. Egli si riferisce al fatto che il suo iPhone può scaricare migliaia di applicazioni che istantaneamente ne ampliano le facoltà. Perché non si può fare la stessa cosa con il cervello?

Minsky crede che sia possibile separare la capacità di fare giochi di prestigio dalle trasformazioni interiori connesse all’apprendimento di questa arte. La conoscenza, nell’ottica cartesiana, è considerata qualcosa di “puro”, che prescinde dalla partecipazione soggettiva e dal coinvolgimento del corpo/mente.

Gli scienziati che affermano di essere l’avanguardia del progresso umano sono ancora prigionieri di paradigmi risalenti a centinaia di anni fa. Secondo le concezioni di Minsky, ogni conoscenza interiore è rappresentabile digitalmente e scaricabile nella nostra neurofisiologia, allo stesso modo di un’applicazione al computer. Kurzweil e altri prevedono un tale futuro.
Ecco al proposito quanto disse Aldous Huxley:

Alcuni artisti hanno praticato quel genere di autoannullamento che è condizione preliminare e indispensabile della conoscenza unitiva del divino Fondamento. Il Beato Angelico, ad esempio, si preparava al lavoro con la preghiera e la meditazione; e dal brano precedente di Chuang-tzu vediamo come fosse essenzialmente religioso (e non semplicemente professionale) il modo di accostarsi alla sua arte proprio dell’artigiano taoista. Possiamo qui osservare di passaggio che la meccanizzazione è incompatibile con l’ispirazione. L’artigiano poteva fare e spesso faceva un lavoro pessimo. Ma se come Ch’ing, il falegname capo, egli si preoccupa dell’arte sua ed è pronto a far ciò che è necessario per rendersi docile all’ispirazione, allora egli può fare (e talvolta lo ha fatto) un lavoro così buono da sembrare “quasi di esecuzione soprannaturale”. Tra i molti ed enormi vantaggi dei macchinari efficienti automatici c’è questo: sono completamente inattaccabili dagli sciocchi. Ma ogni acquisto si deve pagare. La macchina automatica è inattaccabile dagli sciocchi; ma proprio per questo è anche inattaccabile dalla grazia. L’uomo che opera su questa macchina è impermeabile a ogni forma d’ispirazione estetica, sia di origine umana sia genuinamente spirituale. “L’industria senz’arte è bestialità”. Ma qui Ruskin diffama le bestie. L’uccello o l’insetto operoso è ispirato, quando lavora, dalla infallibile grazia animale dell’istinto: dal tao quale si manifesta sul piano immediatamente superiore al fisiologico.2

Quando non avvertiamo la “presenza” nelle nostre azioni o non consideriamo ciò che facciamo uno strumento della nostra evoluzione, tendiamo ad automatizzare tutto ciò che può essere automatizzato, incluse quelle attività volte a espandere la nostra anima. Nei monasteri Zen, anche le attività più ripetitive come mondare il riso vengono usate come una via verso la consapevolezza. Ma l’ego contemporaneo vuole degli obiettivi, e li vuole raggiungere velocemente.

1Chandler, D.L. “Rethinking artificial intelligence”.  MITnews.  http://web.mit.edu/newsoffice/2009/ai-overview-1207.html

2Aldous Huxley, The Perennial Philosophy, New York: Harper & Row, 1945, p. 171.

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