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Cybervirgins

La tendenza a divulgare il sesso è stata adottata da parecchie riviste di larga tiratura e da altri media quali la televisione e i siti Internet di informazione. Le riviste di grande diffusione hanno una sezione ben nutrita e pubblicizzata di “consigli, trucchi e segreti” sul sesso. Mi ricorda quando pubblicavo i libri di informatica dove svelavamo i trucchi dell’utlizzo del software.

A parte il fatto che la comunicazione sessuale si è tecnicizzata, dando spazio ai trucchi e ai consigli degli “esperti”, forse per esorcizzare la natura intensa e interiormente coinvolgente della sessualità, sta di fatto che i messaggi sessuali sono oramai presenti in modo pervasivo in tutti i media. Sembra che la vita sia tutto un “Sex and the City” fatta di libertà di incontri e varietà.

Se questo può essere vero in alcune aree del pianeta, la diffusione planetaria di messaggi sessuali non corrisponde ad un’altrettanta apertura delle culture. La realtà dei fatti è che almeno i due terzi del mondo vive una cultura tutt’ora piuttosto restrittiva, tradizionale e talvolta anche fortemente repressiva nei confronti del sesso.

Il processo di massiccia urbanizzazione mondiale ha portato alla comparsa di un numero elevatissimo di singles non solo in occidente, ma anche in ogni nazione emergente, in particolare in Asia e nel Medio Oriente. A Shanghai, Delhi, Seul, Bangkok, Dubai, Manila o Jakarta, la crescente classe impiegatizia negli uffici è formata prevalentemente da donne, connesse a Internet.

Vivono da sole o convivono con amiche, sono presenti su Internet nei social networks e nei siti di incontri online, come lo sono le occidentali. Durante le pause di lavoro chattano e una percentuale si crescente si connette alla rete anche da casa. Sembra lo stesso stile di vita di molte donne dell’Occidente ma con una differenza fondamentale: vivono in una società molto più tradizionale per quanto riguarda i costumi sessuali. Anche se alcuni paesi, come la Tailandia, sono noti anche per l’incandescente vita notturna, la stragrande maggioranza delle persone segue comportamenti e stili di vita molto tradizionali.

In contrasto all’educazione ricevuta, dallo schermo del loro conputer può introdursi senza filtri una cultura che ha poco a che fare con la tradizione, fatta di incontri virtuali, di chat erotiche e di siti porno, a volte estremo. La facilità con cui si entra in contatto con chiunque tramite i siti di incontri porta ad un grande divario tra la realtà ordinaria e ciò che si vive online sullo schermo. La forbice tra la cultura tradizionale e quella online si fa sempre più ampia in quanto la cultura di un intero popolo si evolve in modo molto più lento rispetto alla velocità di trasformazione della Rete. Si crea una grande dicotomia tra il dover essere ed apparire in un certo modo secondo le richieste della cultura tradizionale e l’offerta della Rete.

Si crea quindi una peculiare figura della Rete che definisco come cibervergini, donne che non hanno mai avuto rapporti sessuali reali con un uomo ma sono attiva online su un piano sessuale. Non ragazzine, ma studentesse universitarie, impiegate, donne mature, ed è alquanto sorprendente per un occidentale scoperire che donne sulla trentina o sulla quarantina, in certe culture, sono ancora vergini se non sono state sposate.

La cultura in cui vivono limita le possibilità di incontro per una donna single, soprattutto se non più giovanissima. A questo si aggiunge la formalità nei contatti con l’altro sesso e una serie di regole tradizionali di comportamento. A tutto ciò si aggiungono i limiti interiori dati dal superego che fanno sentire tutto il loro peso nella psiche. Superego in termini di giudizi verso i propri comportamenti e di timore di giudizi da parte della società. Spesso questa figura femminile vive sola, lontano dalla famiglia di origine e si sente sola.

La soluzione sembra a portata di mano. Con Internet si aprono infinite possibilità di incontro in contrasto alla noiosa vita fatta di casa e lavoro (tanto lavoro nelle economie emergenti). I giudizi verso se stessi vengono in parte superati dalla protezione dello schermo e dal fatto che nessuno verrà a sapere alcunché. Il medium la aiuta anche a conoscere il pianeta uomo, anche intimamente, di cui hanno poco esperiemza. Incontrano anche la loro sensualità, mai prima riconosciuta né da se stesse né da una cultura che non la valorizza. Dopo di che si può aprire un mondo fatto di seduzioni, desideri, ammissioni, erotismo, curiosità, lussurie, pornografia, cibersesso tramite parole o con la webcam.

Nancy Friday all’inizio degli anni 70 ha divulgato centinaia di interviste riguardanti le fantasie e le attività sessuali delle donne, rivelando una vita sessuale vivace, complessa, fantasiosa, a tratti estrema, sfatando il mito culturale del tempi che riteneva che le donne “non ci pensassero più di un tanto”. Ora le stesse fantasie possono essere condivise in pieno anonimato online, ma per una cibervergine tutto il mondo della sensualità e della lussuria avviene unicamente via Internet.

Le cibervergini sono consapevoli che vi è una forte differenza con i rapporti reali, pur non avendone avuti. Ma dopo una prolungata permanenza online vi sono dei meccanismi mentali sottili che a un certo punto prendono il sopravvento. La natura stessa del medium, anche in chi ha avuto le sue ciberesperienze sessuali dopo diverse esperienze reali, porta ad un peculiare attaccamento al medium. Ad esempio una cibervergine può definire come fidanzato un uomo con cui ha avuto solo dei contatti online e che probabilmente si definisce tale con altre donne. In alcuni casi può diventare dipendente da porno o da cibersesso, o masturbarsi compulsivamente con fantasie sessuali variegate. Altre volte invece la natura estrema di parte della pornografia in Rete crea un effetto inibitorio invece che liberatorio, allontanando ulteriormente l’incontro con il sesso reale.

Ma soprattutto la cibervergine si attacca alle attenzioni che le vengono date  nei siti di incontri, al sentirsi vista, ascoltata, intrattenuta, desiderata e sedotta. Una email o un messaggio in un sito di incontri diventa l’emozione di una lettera d’amore, una chat diventa una serata romantica. Il processo di seduzione da parte dell’uomo, che se vuole essere efficace deve essere necessariamente gentile e rispettoso delle fasi (altrimenti con un solo clic può essere cancelllato dai contatti), gratifica e coinvolge. Diventa quindi possibile condividere intimamente senza vergogna ed aprirsi in modi che difficilmente potrebbero avvenire nella realtà. Dalla parte dell’uomo si ha l’opportunità di perfezionare l’arte della seduzione imparando a non essere sempre impazienti ed a usare le parole come mezzo che tocca la mente, le emozioni e il corpo.

Fondamentalmente ella cerca sempre il grande amore ma dopo un certo tempo il processo di ricerca in sé si sostituisce al fine, che è anche meno rischioso per il cuore degli incontri in realtà. I pochi incontri reali che ha avuto, se li ha avuti, più che altro sono stati insoddisfacenti. Rimanendo nel virtuale può quindi continuare ad alimentare il sogno di trovare il principe azzurro. Per ragione culturali e religiose alla donna è stato comunicato di portare l’attenzione verso gli “strati alti” più che verso il corpo e le sue sensazioni. Questo ha alimentato un mondo di sogni che talvolta sfocia in mancanza di contatto con la realtà.

Vi sono anche le cibervergini di ritorno: donne separate da anni durante i quali non hanno avuto più  contatti sessuali con un uomo, perché occupate dai figli, dal lavoro e limitate dalle società tradizionali che non incoraggiano i nuovi incontri. Si ritrovano ad un certo punto con figli quasi indipendenti magari a soli quarant’anni e con una maturazione che le rende più sensuali ed aperte. Sono donne forti che hanno portato avanti una famiglia da sole, passionali e disposte a sentirsi di nuovo desiderate, che trovano in Internet una via d’uscita dalle pressioni della famiglia e del lavoro.

Quello delle cibervergini è un fenomeno che coinvolge anche giovani ragazze. Qualsiasi giovane adolescente tramite la Rete può accedere a materiale sessuale molto prima di ricevere delle indicazioni chiare dagli adulti di riferimento della sua vita, quali i genitori e gli insegnanti. Formiamo i ragazzini agli sport, alle tecnologie, alla cultura, alle arti, ma raramente, anche nelle nazioni più progredite, viene affrontata la sessualità in modo chiaro ed aperto. Li guidiamo passo a passo iscrivendoli ai corsi più disparati, ma quando si tratta di sessualità, l’energia più potente che l’essere umano possa incontrare (a parte l’incontro col divino), la società li lascia a se stessi, li abbandona con ipocrisia e codardìa per non affrontare temi scomodi agli adulti stessi.

Quindi le prime curiosità sessuali avvengono sempre più spesso tramite Internet e altrettanto spesso lì proseguono per diverso tempo prima di avere esperienze reali. Ho scritto di un universo femminile in quanto nei siti di incontri che ho frequentato e nelle chat le mie interlocutrici erano femmine. Il mondo maschile vive altre modalità per inserirsi nel mondo online, tuttavia complementari nella direzione di ritirarsi dalla realtà.

Internet non è niente di nuovo nel senso di avere un approccio inziale verso il sesso stato mediato da immagini. Questo è avvenuto anche nel passato. Quando ero un ragazzino c’erano i fumetti e le riviste di foto erotiche. Ma era diverso, quantitativamente (ciò che si vedeva era roba per educande in confronto a ciò che è disponibile oggi) e soprattutto qualitativamente (non si interagiva con un’altra persona che probabilmente non verrà mai incontrata).

Inoltre, nella maggior parte del mondo la pornografia non esisteva o si trovava in modo molto limitato fino a pochi anni addietro e l’impatto del porno è particolarmente forte proprio in tali paesi dove in  pochi anni sono passati dalla completa oscurazione all’entrata diretta nell’intimo delle proprie case. Con Internet avviene un mutamento antropologico che non è ancora stato analizzato in pieno. I questionari della sociologia e della psicologia non accedono ad un tale mondo, è solo possibile conoscerlo perché lo si è vissuto in prima persona o per passa parola tra amici. Ora i paesi occidentali e quelli emergenti sono accomunati dalle stesse tecnologie, dallo stesso individualismo e dalla stessa alienazione.

Per comprendere l’impatto di questo fenomeno sulla psiche e sulle relazioni non servono né giudizi verso il medium Internet né verso le persone coinvolte, ma un atteggiamento di ricerca senza pregiudizi.

Le domande fondamentali a questo riguardo sono: cosa succede quando il sesso, un’esperienza emozionale e sensoriale, oltre che mentale, si sposta per lungo tempo prevalentemente sul piano mentale e visivo, mediato da uno schermo? Se questo approccio è il primo e il solo approccio alla sessualità per lungo tempo, quale tipo di imprinting lascia nella psiche? Che tipo di  relazioni con l’altro sesso si creano in futuro? Gli incontri via Internet spianano la strada per un incontro reale più aperto e profondo oppure porta a distanziarsi sempre più da un reale che non è familiare e che coinvolgerebbe canali interiori sconosciuti?

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