Appartenenza 2.0
lug 2nd, 2009 by Ivo Quartiroli | | Permalink
Recentemente diversi siti di informazione hanno riportato che la British Airways ha chiesto ai suoi dipendenti di lavorare a gratis fino ad un mese per poter tagliare i costi aziendali. Una tale notizia sarebbe stata inconcepibile sono fino a pochi anni addietro. In Europa, avendo una forte tradizione sindacale, una tale proprota sarebbe stata ridicolizzata come qualcosa al più adatta per i Giapponesi che sono disposti a sacrificarsi per la loro azienda.
Ma questo è il mondo nuovo 2.0 dove diventiamo sempre più disposti a partecipare ed a contribuire. Non siamo slamente spettatori, ma attori nella soceità dello spettacolo. In Rete alimentiamo i network sociali con i nostri contenuti ed aiutiamo le aziende a promuovere i loro prodotti. Il rapporto sullo Stato della Blogosfera 2008 afferma che “Più di quattro su cinque blogger scrivono di prodotti o recensiscono marchi, e scrivono circa i marchi che amano o odiano”.
Sentire un senso di appartenenza e contribuire alla propria comunità è un autentico bisogno umano che viene sfruttato dalle aziende. E’ semplice ottenerlo: come prima cosa, le comunità reali sono state impoverite da una vita urbana massificata – i membri delle femiglie stesse sono stati isolati dalla TV, dai videogame e da altri media, le singole persone sono state relegate ad una vita al chiuso, connesse le une alle altre prevalentemente tramite Internet.
In una tale condizione, il nostro senso di appartenenza può scivolare facilmente verso i network sociali, verso le aziende e i marchi a cui non importa di noi stessi se non come strumenti di promozione e di riempimento dei siti.




C’è da dire che dei dipendenti BA disposti al collaborazionismo aziendale molti hanno preferito – piuttosto che lavorare gratis – prendere delle ferie non pagate.
Osservo anche che per i manager di vertice “dare l’esempio” non è tanto difficile, visti gli stipendi stratosferici che hanno.
Per gli altri pesa molto il ricatto della messa in liquidazione dell’azienda e non escludo che mostrandosi così proni alle richieste padronali sperino di essere salvati se si arrivasse a licenziamenti di massa. In poche parole, trovandosi sotto ricatto fanno i crumiri lecchini.
Comunque è vero che l’dentificazione con i modelli imposti dalla “società dello spettacolo” (by the way, Debord è noiosissimo da leggere ma quello che scriveva nei Sixties era quasi una profezia) è sempre più diffusa, viviamo in una società mercificata in cui la coscienza è un bene raro e l’alienazione è la normalità.
Non so se fosse proprio Debord o qualcun altro a dire che “il dominio reale del capitale è il capitale fatto uomo”. Comunque siamo lì.
Ananddeva
I think it illustrate the difference between cooperation and corporation. In one, everyone care about everyone, in the other, one care only about himself and try to made people care for him too, without ever thinking about giving back.
La BA fa parte del sistema che ha contribuito a impoverire di contenuti veri la vita delle persone, come hanno fatto miriadi di altre aziende che in cambio di 4 soldi schiavizzano le persone.
La proposta che BA ha fatto è vergognosa per la dignità degli esseri umani coinvolti. La responsabilità dei deficit di bilancio non è certamente dei poveri lavoratori ma di chi si è assunto compiti di dirigenza dell’ azienda. Sottolineo la parola DIRIGENZA. E’ facile prendere fior di quattrini e non rispondere poi delle proprie azioni.
Stessa cosa della crisi economica creata dalle banche: vengono rifinanziate le banche (enti di lucro privato) con soldi dei cittadini, facendo finta di dimenticarsi che vengono premiati rifinanziandoli i responsabili della crisi stessa.
Quanto prima ci libereremo di questo sistema economico che rende schiave le coscienze meglio sarà .