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	<title>Comments on: Downloading our life on Internet</title>
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	<description>Technology, psychology, sexuality, society, spirituality</description>
	<pubDate>Sat, 06 Sep 2008 04:46:29 +0000</pubDate>
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		<title>By: Giubizza</title>
		<link>http://www.indranet.org/downloading-our-life-on-internet/#comment-24</link>
		<dc:creator>Giubizza</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2007 21:14:24 +0000</pubDate>
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		<description>Si ma internet non potrà mai sostituire la vita reale, può al massimo integrarla.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si ma internet non potrà mai sostituire la vita reale, può al massimo integrarla.</p>
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		<title>By: yam</title>
		<link>http://www.indranet.org/downloading-our-life-on-internet/#comment-16</link>
		<dc:creator>yam</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Jun 2007 15:57:03 +0000</pubDate>
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		<description>Evviva la buona notizia finale!

E' interessante notare che la mente vuole di più quale meccanisco alla base del desiderio che perpetua la vita, il desiderio sessuale.

Osservando con attenzione c'è un momento durante l'atto sessuale in cui si sviluppa questa voglia di "di più, ancora di più", in quello split second inevitabilente la mente ci sposta dal momento presente dell'intensità vissuta dal corpo per foraggiare una maggiore intensità che sfocia nella ieaculazione o nell'orgasmo (locale).

Spostarsi dall'intensità al desiderio di maggiore intensità(uno split second nel futuro) ci vede al servizio della vita
Rimanere in quell'intensità, in quel fuoco senza seguire il dictat del desiderio, ci vede al servizio della vita eterna 
Del resto quale maggiore intensità può esistere di quella che permea il momento presente? Quando profondamente radicati e allineati nel presente siamo davvero ancora in grado di volere di più? O abbiamo già il massimo? Se vogliamo di più è perché quel preciso momento è stato baypassato.

Si tratta di stare nel movimento dell'intento senza seguire l'obbiettivo del desiderio.
Un movimento verso l'ignoto.
Mi sovviene uno shivasutra: quando incontri un amico o una persona cara che non vedi da tempo (e che magari d'impulso vorresti abbracciare), fermati. Fermati e ristai. Stop, stillness</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Evviva la buona notizia finale!</p>
<p>E&#8217; interessante notare che la mente vuole di più quale meccanisco alla base del desiderio che perpetua la vita, il desiderio sessuale.</p>
<p>Osservando con attenzione c&#8217;è un momento durante l&#8217;atto sessuale in cui si sviluppa questa voglia di &#8220;di più, ancora di più&#8221;, in quello split second inevitabilente la mente ci sposta dal momento presente dell&#8217;intensità vissuta dal corpo per foraggiare una maggiore intensità che sfocia nella ieaculazione o nell&#8217;orgasmo (locale).</p>
<p>Spostarsi dall&#8217;intensità al desiderio di maggiore intensità(uno split second nel futuro) ci vede al servizio della vita<br />
Rimanere in quell&#8217;intensità, in quel fuoco senza seguire il dictat del desiderio, ci vede al servizio della vita eterna<br />
Del resto quale maggiore intensità può esistere di quella che permea il momento presente? Quando profondamente radicati e allineati nel presente siamo davvero ancora in grado di volere di più? O abbiamo già il massimo? Se vogliamo di più è perché quel preciso momento è stato baypassato.</p>
<p>Si tratta di stare nel movimento dell&#8217;intento senza seguire l&#8217;obbiettivo del desiderio.<br />
Un movimento verso l&#8217;ignoto.<br />
Mi sovviene uno shivasutra: quando incontri un amico o una persona cara che non vedi da tempo (e che magari d&#8217;impulso vorresti abbracciare), fermati. Fermati e ristai. Stop, stillness</p>
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